Ombra

Night Terror

Sicuramente, dopo aver ascoltato questo nuovo EP dei canadesi Ombra, intitolato Night Terror, viene spontaneo considerarlo, almeno lo spero, come una sorta di preludio a qualcosa di più corposo.

Cinque tracce possono sembrare poche per valutare fino in fondo le potenzialità di una band, ma in questo caso sono sufficienti per mettere in evidenza una personalità già abbastanza definita e soprattutto la volontà di costruire un discorso musicale destinato, auspicabilmente, a svilupparsi ulteriormente.Gli Ombra sono un power trio canadese di Montrealon radici familiari italiane. La band nasce alla fine del 2020, quando Giuseppe Criniti e Marco Sisti decidono di lasciare il precedente progettoNRTH, orientato verso hard rock e progressive, per dedicarsi a un sound decisamente più pesante. Poco dopo entra nella formazione Nico-Angelo Sisti, cugino di Marco ed ex batterista degli Hidden Pride, completando una formazione che punta tutto sull’impatto del trio.

Musicalmente gli Ombra si muovono in un territorio dove thrash metal old school, sludge, groove metal e rock psichedelico convivono con una componente hard rock sempre presente. Il risultato è un sound sporco, muscolare e tutt’altro che patinato, profondamente legato alla tradizione metal della scena di Montreal, ma capace di inserire frequenti puntate verso quel sound motorheadianofatto di velocità, ruvidità e attitudine rock’n’roll.Le influenze degli Ombra sono piuttosto evidenti, ma fortunatamente non si limitano alla semplice riproposizione di un modello preciso.

Tra i riferimenti dichiarati dalla band troviamo Power Trip, High On Fire, Motörhead, Mastodon, Testament e Rammstein. Di Motörhead si avverte soprattutto l’attitudine ruvida e stradaiola, quella capacità di rendere il riff immediato e fisico; dai Power Triparriva invece una certa ferocia thrash filtrata attraverso il groove. Gli High On Fire emergono soprattutto nei passaggi più pesanti e psichedelici, mentre Mastodon può essere richiamato nella maggiore attenzione all’atmosfera e alla costruzione dei brani. Testament rappresenta il legame con il thrash più classico, mentre l’influenza dei Rammstein sembra affiorare soprattutto nella componente più massiccia e cadenzata.

Il punto interessante è che gli Ombra non assemblano questi riferimenti come fossero pezzi di un puzzle. Li fanno confluire in un suono da power trio dove il riff rimane il vero protagonista: pesante, spesso tagliente, a tratti serrato, ma capace anche di rallentare e diventare una vera parete sonora.Hysteria parte senza chiedere permesso e mette subito le carte in tavola. I primi riff arrivano taglienti, serrati e cattivi, con una sezione ritmica che spinge il brano in avanti senza concedere troppi momenti di respiro. Qui gli Ombra tirano fuori tutta la loro anima più thrash e motorheadiana, fatta di velocità, ruvidità e quell’attitudine stradaiola che trasforma il semplice riffing in qualcosa di fisico.

La chitarra di Giuseppe Criniti non cerca virtuosismi fini a sé stessi: preferisce colpire duro, alternando rasoiate thrash a passaggi più compatti e groovy, mentre il drumming di Nico-Angelo Sistitiene tutto sotto pressione. La voce segue questa impostazione senza addolcire nulla, sporca e aggressiva quanto basta per rendere ancora più cupo il quadro.Hysteria è probabilmente il modo migliore per presentare gli Ombra: un brano diretto alla gola, costruito sul riff e sull’impatto, ma con abbastanza variazioni da evitare che la furia si trasformi in semplice rumore. Qui il power trio canadese dimostra di sapere esattamente dove colpire e, soprattutto, come farlo senza perdere quella componente rock’n’roll che rappresenta una delle caratteristiche più interessanti del loro sound.

Con Stitches la band cambia leggermente registro, pur mantenendo intatta la pesantezza dell’impianto. Il brano affronta il tema dell’ossessione per la perfezione fisica e delle conseguenze psicologiche che possono derivarne. Musicalmente emerge maggiormente la componente groove, alternata a passaggi più serrati e ad aperture che permettono alle chitarre di assumere un carattere più oscuro e psichedelico.È interessante notare come gli Ombra non cerchino continuamente la velocità. Quando rallentano, infatti, il loro sound acquista maggiore peso. Il riff diventa più corposo, il basso assume una presenza importante e la batteria lavora soprattutto sulla costruzione della tensione. È proprio in questi momenti che il trio riesce a creare un’identità più personale.

Blue Dream porta il discorso ancora più verso territori psichedelici e claustrofobici. Il tema della dipendenza e della progressiva perdita di controllo trova una traduzione musicale piuttosto efficace: il brano sembra muoversi dentro una sorta di nebbia sonora, dove il groove diventa ipnotico e le chitarre contribuiscono a creare un’atmosfera pesante e allucinata.Qui la band dimostra di non voler essere semplicemente una band thrash. Le influenze sono molteplici e vengono utilizzate per costruire un’identità che non vive esclusivamente di velocità. È un passaggio importante perché permette di comprendere quanto potrebbe diventare interessante il loro sound sulla distanza maggiore di un EP.

La title track Night Terror rappresenta il cuore oscuro del lavoro. Qui confluiscono molte delle tensioni costruite nei brani precedenti e l’atmosfera diventa ancora più opprimente. Il terrore notturno non viene trattato soltanto come immagine suggestiva, ma come una condizione mentale nella quale paura, immobilità e perdita di controllo finiscono per sovrapporsi.

Musicalmente è uno dei momenti più articolati dell’EP, con un’alternanza tra passaggi aggressivi e sezioni più dilatate. Le chitarre mantengono quella ruvidità che caratterizza l’intero lavoro, mentre la sezione ritmica continua a rappresentare il vero motore della band.A chiudere il viaggio troviamo So It Goes episodio strumentale che rompe in parte con la violenza dei brani precedenti. La scelta di affidare la conclusione a un brano senza voce funziona proprio perché permette di tirare il fiato dopo un percorso caratterizzato da tensione, rabbia e inquietudine.

Sul piano della produzione Night Terror mantiene una certa ruvidità che considero coerente con il tipo di musica proposto. Non siamo davanti a una produzione ipercompressa e levigata, dove ogni elemento viene privato delle proprie asperità. Le chitarre conservano il loro carattere aggressivo, il basso contribuisce al peso complessivo e la batteria sostiene il tutto con una buona fisicità.Anche il songwriting mostra elementi interessanti. Gli Ombra sembrano avere compreso che per una formazione a tre elementi il riff deve necessariamente assumere un ruolo centrale. Non servono sovrapposizioni eccessive quando chitarra, basso e batteria riescono a creare da soli una massa sonora credibile. Il limite, semmai, è che alcune influenze sono ancora piuttosto riconoscibili e la band deve probabilmente lavorare ancora sulla ricerca di una sintesi completamente personale.

Ma questo è anche il motivo per cui considero Night Terror un possibile punto di partenza. Sarebbe difficile chiedere a un EP di poco più di venti minuti di risolvere tutte le questioni legate all’identità di una band. Quello che possiamo dire è che gli Ombra hanno già a disposizione gli ingredienti necessari: riff pesanti, attitudine, groove, aggressività e una certa disponibilità a uscire dagli schemi più prevedibili.Il vero banco di prova sarà quindi il prossimo passo. Un full-length permetterebbe di capire se questa identità può reggere sulla lunga distanza e, soprattutto, se gli Ombra saranno capaci di trasformare le proprie influenze in un linguaggio realmente personale.

Night Terror non è ancora il disco che permette agli Ombra di dire l’ultima parola, ma è abbastanza per capire che questa band non è intenzionata a passare inosservata. I riferimenti sono chiari, qualche ingenuità è ancora presente, ma quando il riff parte e la sezione ritmica comincia a spingere, il trio di Montreal sa come farsi sentire.Cinque brani sono pochi, forse troppo pochi, per giudicare fino in fondo una band che sembra avere ancora molto da dire. Ma proprio per questo Night Terror assume il valore di una minaccia più che di una conclusione: gli Ombra hanno acceso la miccia e adesso toccherà al prossimo lavoro dimostrare se saranno capaci di far esplodere davvero tutto.

Perché qui non basta fare rumore. La prossima volta il trio il canadese dovrà lasciare il segno. E possibilmente, non lasciare nulla in piedi

Stefano Bonelli

TRACKLIST:

Hysteria
Stitches
Blue Dream
Night Terror
So It Goes

LINEUP:

Giuseppe Criniti – vocals / lead guitar
Marco Sisti – rhythm guitar / bass
Nico-Angelo Sisti – drums