Tygers Of Pan Tang

Electrifyed

C’è qualcosa di rassicurante nel sapere che, ogni tre o quattro anni, i Tygers Of Pan Tang tornano a ruggire,puntuali,inesorabili,come se il calendario del metal britannico avesse ancora bisogno di ricordarci che certe band non hanno alcuna intenzione di appendere gli artigli al chiodo.

Il rischio, però, è proprio questo, abituarsi alla loro presenza…  sarebbe un errore e Electrifyed” arriva a ricordarcelo ancora una volta.Dopo l’assalto frontale di “Bloodlines” del 2023, i Tygers fanno un altro passo indietro verso le proprie radici,ma attenzione: non è una semplice operazione nostalgia,è piuttosto un recupero dell’attitudine. I riff tornano ad avere quel sapore ruvido degli esordi, ma senza sacrificare quella componente melodica che, soprattutto dalla metà degli anni Ottanta in poi, è diventata parte integrante del DNA della band.

La differenza, questa volta, è nell’atmosfera.“Electrifyed sembra avvolto da una patina più cupa, quasi dark,lo suggeriscono la copertina, alcuni titoli e soprattutto una serie di brani nei quali l’hard’n’heavy della band assume tonalità più minacciose.Poi arriva “Rise Up!” e il discorso diventa immediatamente chiaro…una bomba.Riff, melodia, potenza, i Tygers fanno quello che sanno fare meglio, senza bisogno di reinventare la ruota e subito dopo arriva “Forevermore”, altro colpo ben assestato, che già dal titolo sembra strizzare l’occhio a una certa tradizione hard rock anni Ottanta e, inevitabilmente, ai Whitesnake dell’era più muscolare.

Ma è proprio nei pezzi più brevi e apparentemente meno ambiziosi che “Electrifyed” trova parte della propria anima.“The Powers That Be”, “A Shadow Of Fire” e “The Fight Goes On” non hanno bisogno di costruzioni elaborate,entrano, colpiscono e se ne vanno,niente fronzoli.Qui che la band dimostra di conoscere perfettamente il proprio passato senza trasformarlo in una caricatura,questi brani sembrano usciti da un vecchio amplificatore Marshall lasciato acceso in una sala prove britannica all’inizio degli anni Ottanta.Ma i veri gioielli arrivano quando cala la luce,“Dark Divinity” e “Dark Skies” rappresentano probabilmente il cuore dell’album, costruiti attorno a una prestazione vocale di Jack Meille che merita un applauso a scena aperta.

Il cantante italiano continua a essere uno degli elementi fondamentali della rinascita dei Tygers e qui dimostra ancora una volta di aver trovato un equilibrio perfetto tra aggressività e melodia.Poi c’è Robb Weir,l’uomo che, più di chiunque altro, incarna la continuità della band,il suo modo di costruire riff continua a dispensare quella miscela di immediatezza e potenza che ha reso riconoscibile il sound dei Tygers  e quando Craig Ellis prende il comando dietro le pelli, la sensazione è quella di trovarsi davanti a una band che conosce perfettamente il proprio mestiere.

Basta ascoltare l’introduzione di batteria di “The Powers That Be”, pochi secondi, ma sufficienti per ricordarci perché Ellis sia ormai uno dei pilastri della formazione.Al basso troviamo Huw Holding, ex Blitzkrieg, solido e preciso, poi c’è il nuovo arrivato, John Foottit, chiamato a raccogliere l’eredità dell’italiano Francesco Marras. Il chitarrista supera il passaggio di consegne con buona personalità e contribuisce a mantenere quella compattezza sonora che oggi rappresenta uno dei punti di forza dei Tygers.La chiusura con “Revenge Is Sweet” è invece un piccolo viaggio nel tempo.Qui il fantasma dei Tygers degli anni Ottanta torna a farsi sentire in maniera particolarmente evidente,l’ombra di John Deverill e John Sykes aleggia sul brano e il risultato è un omaggio affettuoso a una delle incarnazioni più amate della band.

Da anni i Tygers pubblicano album solidi, credibili e soprattutto coerenti con la loro identità e  “Electrifyed” non fa eccezione,anzi, insieme ad “Animal Instinct” e “Ritual”, può tranquillamente essere considerato tra i vertici di questa lunghissima seconda giovinezza,non perché gli altri dischi siano inferiori in maniera netta, ma perché la qualità delle pubblicazioni recenti è talmente omogenea da rendere difficile trovare veri punti deboli.

Lubranomic

TRACKLIST:

Rise Up!
Forevermore
The Powers That Be
Dark Divinity
Electrifyed
A Shadow On Fire
The Nail
The Fight Goes On
Dark Skies
Revenge Is Sweet

LINEUP:

Jacopo Jack Meille – vocals
Robb Weir – guitar
John Foottit – guitar
Huw Holding – bass
Craig Ellis – drums