Con Call of the Wild, la formazione melodic death metal campana aggiunge un nuovo tassello al percorso narrativo iniziato con “Dear Mother” e “Rise and Fall”, due singoli appartenenti allo stesso universo concettuale e destinati a confluire nel prossimo concept album della band in fase di ultimazione.
Il progetto è stato concepito per essere scoperto progressivamente: i Jumpscare hanno scelto di non rivelarne immediatamente tutti gli elementi, lasciando che siano la musica, i testi e l’immaginario visivo legato alle diverse pubblicazioni a costruire, uscita dopo uscita, un quadro sempre più ampio.Call of the Wild prosegue dunque questa narrazione, introducendo un nuovo capitolo e nuovi elementi i cui collegamenti diventeranno progressivamente più chiari con il materiale che verrà pubblicato in futuro.
I primi due frammenti di questo percorso sono:
Il brano rappresenta un nuovo passo nel percorso artistico della band, unendo atmosfere cupe e cinematografiche a riff taglienti e ritmiche potenti, elementi che definiscono il sound dei JUMPSCARE. Con “Call Of The Wild” la band continua a sviluppare un immaginario lirico e musicale in cui aggressività, introspezione e tensione emotiva convivono in un equilibrio dinamico.
Il singolo è stato mixato e masterizzato da Simone Pietroforte presso i Divergent Studios di Bari, producer noto per il lavoro con WITHIN DESTRUCTION, DISTANT, SIGNS OF THE SWARM, CARCOSA e VISCERA, mentre la produzione di chitarre e voci è stata curata da Sebastiano Di Martino presso lo SDM Recording Studio, già al lavoro con SIBERIAN MEAT GRINDER, MOSCOW DEATH BRIGADE e IMPERIALS.Le tracce di batteria e basso sono state registrate presso lo studio interno della band, mentre chitarre e voci sono state registrate presso lo SDM Recording Studio. Ancora una volta, la produzione del brano è stata interamente realizzata nel Sud Italia, tra Napoli e Bari.