Paris Paloma

The Fatal Flaw

Con The Fatal Flaw, Paris Paloma arriva al suo secondo album dopo Cacophony del 2024, il lavoro che aveva fatto conoscere al grande pubblico soprattutto attraverso Labour. Se allora dominava la rabbia, questa volta il tema è più intimo: la rottura, la perdita e il difficile percorso di ricostruzione dopo la fine di un amore.

Musicalmente siamo nell’area art-pop, indie-folk e chamber-pop, con riferimenti che possono ricordare Florence + The Machine, AURORA e Lorde, ma con una scrittura decisamente più letteraria. Non a caso Paloma ha appena concluso il tour europeo con Florence + The Machine.La produzione è volutamente cinematica, con archi reali, pad elettronici, batteria folk-rock asciutta e chitarre arpeggiate in fingerpicking. Le dodici tracce, per circa 48 minuti, alternano strutture strofa-ritornello a bridge strumentali piuttosto lunghi, come accade in Miyazaki e Pyrrhus.

Proprio Miyazaki, presentato anche al Bilbao BBK Live come una sorta di manifesto anti-AI, è uno degli episodi più interessanti. Stem the Flow si muove invece su coordinate alt-pop emotive, mentre Good Boy / Good Girl cattura l’attenzione anche grazie all’intro parlato di Emma Thompson.Sul piano vocale, Paris Paloma possiede un timbro da mezzo-soprano folk, con una zona centrale molto solida e un’estensione indicativa G3-D5. Utilizza una tecnica mista chest/head, ricorre spesso al cry e al twang britannico, mentre il vibrato, lento e controllato, rimane sempre lontano dall’impostazione lirica. In Rothko e Bleeding Part of Me dimostra una buona gestione delle dinamiche, dal pianissimo al fortissimo, mentre raddoppi e cori all’unisono contribuiscono a creare un efficace effetto corale.

Molto curata anche la dizione, sempre frontale e perfettamente intelligibile, elemento fondamentale in una scrittura dove la parola occupa un ruolo centrale. Personalmente, però, trovo che il limite di The Fatal Flaw sia proprio nella capacità di lasciare il segno. È un album piacevole, elegante e ben prodotto, ma non particolarmente originale né abbastanza accattivante da rimanere nella memoria dell’ascoltatore a breve termine. La scrittura è raffinata, ma manca talvolta quel guizzo capace di trasformare la qualità in qualcosa di realmente memorabile.

The Fatal Flaw resta comunque un lavoro interessante: non più soltanto la rabbia di Labour, ma ciò che rimane dopo la rabbia, quando un amore è finito e bisogna fare i conti con le sue conseguenze.

Emanuele Affaticati

 

TRACKLIST:

Miyazaki
Rothko
Stem the Flow
Bleeding Part of Me
get her the fucking flowers
Pre-Raphaelite
Good Girl
Pyrrhus (you go where I cannot)
Silhouette on the Hill
Good Boy
Beautiful Birds
I Cry in Front of Paintings

LINEUP:

Paris Paloma– vocals, guitar
Ustin Glasco – guitar, bass, drums, strings, keyboards, piano, synthesizer, mandola, harpsichord
Chloe Kraemer– drums, strings, keyboards, synthesizer
Eleonore Denig – violin, viola, strings
Tristan Fry– timpani
Emma Thompson – spoken word on Good Boy