Witchforce

Witchforce

Con l’omonimo debutto, pubblicato il 21 agosto 2026, i newyorkesi Witchforce propongono un album profondamente radicato nell’heavy metal tradizionale, in particolare in quello americano degli anni Ottanta. A distinguere il lavoro è però una personalità ben definita, che trova nella voce di Cassie Nadeau uno dei suoi elementi centrali.

Il primo elemento che colpisce è il timbro della cantante, immediatamente riconoscibile: medio-alto, ruvido e graffiante, ma capace di conservare una componente melodica senza perdere la grinta richiesta dal genere. Cassie non punta esclusivamente su acuti spettacolari o virtuosismi esasperati; la sua forza risiede soprattutto nell’attitudine, nella capacità di dare peso alle parole e di modulare l’intensità in funzione delsignificato di ciascun brano.Anche l’estensione vocale appare piuttosto ampia, soprattutto nella capacità di muoversi da un registro medio, più corposo e aggressivo, verso una zona alta e penetrante. Più dell’ampiezza in senso strettamente tecnico, conta però l’uso che ne fa: Cassie passa da una vocalità controllata e melodica a un’emissione decisamente più graffiante, quasi urlata, quando il brano richiede maggiore aggressività.

In Save Our Souls emerge con chiarezza questa duttilità. Il brano affronta temi legati alla religione, al fanatismo e alla manipolazione, e la voce non si limita a sostenere la melodia: diventa quasi uno strumento di denuncia. Cassie interpreta il testo con una convinzione che rende credibile la componente polemica, alternando momenti più melodici a passaggi di maggiore durezza.Con Into The Woods l’atmosfera cambia completamente: diventa oscura, quasi horrorifica, e Cassie mostra di saper impiegare il proprio timbro in modo più teatrale. La voce assume un carattere narrativo e accompagna l’ascoltatore in un immaginario popolato da foreste, magia e presenze inquietanti.A sostenere la voce intervengono le chitarre, in particolare il lavoro del lead guitarist Steve Woodzell. Il suo stile è saldamente legato alla tradizione heavy metal, ma evita l’esibizionismo fine a se stesso: gli assoli servono soprattutto ad amplificare il carattere dei brani, attraverso fraseggi melodici, accelerazioni e aperture più aggressive.

n Kicked Out Of Hell emerge invece il lato più aggressivo e ribelle della cantante. Il timbro diventa più ruvido e diretto, mentre l’interpretazione acquista una notevole sicurezza. Il brano sembra pensato per la dimensione dal vivo, con l’attitudine di un autentico anthem heavy metal.È qui che si comprende meglio una caratteristica fondamentale della sua voce: Cassie non ha bisogno di strafare per risultare aggressiva. Il graffiato naturale del timbro e l’attacco deciso delle frasi bastano a conferirle personalità, evitando il rischio — piuttosto frequente nel metal cantato da vocalist femminili — di trasformare ogni brano in una pura dimostrazione tecnica.

Un altro momento significativo è The Hunter, dove la componente epica acquista maggiore rilievo. Cassie privilegia il registro medio-alto, conferendo al brano una dimensione più ampia e solenne; la voce rimane comunque abbastanza sporca da conservarne il carattere metallico.In Into The Woods, la chitarra solista non si limita a occupare lo spazio previsto dalla struttura, ma partecipa alla costruzione dell’atmosfera. Gli interventi di Woodzell sembrano dialogare con la voce, creando un’alternanza efficace tra la narrazione di Cassie e l’istinto della chitarra. Lo stesso equilibrio si ritrova in The Hunter, dove il lavoro solistico accompagna il brano senza soffocarlo, combinando melodia, bending, fraseggi veloci e attacchi più aggressivi senza ridurlo a una semplice vetrina tecnica.

La chiusura affidata a True Believer è forse il momento che consente di comprendere meglio l’intero progetto. Cassie torna sui temi del fanatismo, della manipolazione e della necessità di mettere in discussione ciò che viene imposto dall’alto. L’interpretazione si fa più aggressiva, diretta e quasi provocatoria, mentre il timbro graffiante assume un peso ancora maggiore.La voce di Cassie Nadeau e la chitarra solista di Steve Woodzell rappresentano due componenti complementari della band: la prima porta il messaggio e l’attitudine; la seconda aggiunge dinamismo, melodia e quella componente metallica che rende immediatamente riconoscibile il sound dei Witchforce.

Witchforce
non pretende di reinventare il genere. Le influenze sono evidenti e l’intero lavoro guarda con rispetto alla tradizione dell’heavy metal. Proprio questa scelta consente però alla band di concentrarsi sui suoi punti di forza: brani diretti, riff efficaci, ritornelli memorabili, testi dalla spiccata componente narrativa e una cantante dotata di un timbro personale.Cassie Nadeau è soprattutto una delle carte migliori del gruppo. Il timbro medio-alto, la ruvidità dell’emissione, la buona estensione usata con intelligenza e, soprattutto, la capacità interpretativa le permettono di passare dall’atmosfera inquietante di Into The Woods alla rabbia di Kicked Out Of Hell, fino alla denuncia di True Believer, senza perdere coerenza.Quando ai suoi interventi si affiancano i riff e gli assoli di Steve Woodzell, i Witchforce trovano quella combinazione di melodia, aggressività e vecchia scuola che costituisce con ogni probabilità il vero punto di forza del debutto.

Ne risulta un album sincero, ben suonato e dotato di una precisa identità vocale e chitarristica. I Witchforce non inventano un nuovo heavy metal, ma dimostrano di sapere ancora molto bene come farlo suonare.

𝓢𝓽𝓮𝓯𝓪𝓷𝓸 𝓑𝓸𝓷𝓮𝓵𝓵𝓲

TRACKLIST:

Save Our Souls
Witchcraft
Never Say Die
Into the Woods
We All Shine on
Heroes & Fools
Kicked Out of Hell
The Hunter
Call of the Wild
True Believer

LINEUP: 

Cassie Nadeau – lead vocals
Tommy Von Voigt – rhythm guitar / backing vocals
Steve Woodzell – lead guitar / backing vocals
Dan Martinez – bass / backing vocals
Sal Chi – drums / backing vocals

SPECIAL GUEST: 

Andee Blacksugar – Additional Guitars