DarWin
Five step on the sun
Potete tranquillamente definirmi un ritardatario: lo sono, e a questo punto tanto vale ammetterlo senza troppi giri di parole. A rendere la situazione ancora più grave è il fatto che i DarWin siano da sempre uno dei miei gruppi preferiti. Mai avrei immaginato di recensire questo disco a mesi e mesi dalla sua uscita.
Non è certo il massimo della puntualità, me ne rendo conto, ma spero che i DarWin possano perdonare questo imperdonabile ritardo. D’altra parte, quando si parla di una band a cui sono particolarmente legato, il tempo necessario per trovare le parole giuste può forse diventare un’attenuante. O almeno, lasciatemelo credere!
Five Steps on the Sun rappresenta il nuovo capitolo dei DarWin, una vera e propria superband che riunisce alcuni dei migliori musicisti della scena internazionale. Simon Phillips, autentica leggenda della batteria; Greg Howe, Andy Timmons e Derek Sherinian, musicisti che non hanno bisogno di presentazioni; Matt Bissonette, Jesse Siebenberg, Mohini Dey, Julian Pollack e Chariya Bissonette, a completare un concentrato di talento e tecnica di livello internazionale.
Con una formazione simile, le aspettative sono inevitabilmente enormi. La cosa più importante, però, è che le tracce del disco le confermano pienamente: brano dopo brano emerge un talento smisurato, capace di smentire chiunque pensasse che musicisti di questo calibro potessero vivere soltanto della propria fama.Procediamo con ordine, anche se non sarebbe davvero necessario privilegiare una traccia rispetto a un’altra: il livello qualitativo si mantiene costantemente altissimo.Per completezza, le composizioni che mi hanno colpito di più sono One Step on the Sun e Five Steps on the Sun, quasi fossero l’una il naturale seguito dell’altra. A queste si aggiunge Be That Man, scelto come primo singolo e perfetto biglietto da visita per presentare al pubblico la qualità di questo nuovo capitolo dei DarWin.
Sul piano produttivo siamo a livelli semplicemente impressionanti. Il lavoro tecnico è di altissima qualità e contribuisce in modo determinante a rendere Five Steps on the Sun uno dei dischi più belli dell’anno.Il pensare che siamo nel 2024 accresce il mio rammarico per aver recensito con tanto ritardo quello che considero, senza mezzi termini, un vero capolavoro. È una definizione forse abusata, ma in questo caso assolutamente appropriata per un lavoro di tale portata. Non resta che attendere il secondo capitolo, sperando che arrivi presto.
Se amate immergervi completamente nella musica, Five Steps on the Sun è uno di quei lavori capaci di coinvolgere fino in fondo, trascinandovi in un’esperienza intensa e totalizzante.
Stefano Bonelli




