Sex Magic Wizards
Suola ja Noaidi
Con i Sex Magic Wizards di Suola ja Noaidi il cui titolo sta a significare “Il ladro e lo sciamano“, è la nuova fatica discografica uscita per Is it jazz, ci troviamo davanti a un lavoro che non sembra avere alcuna intenzione di seguire percorsi convenzionali. La componente tecnica non è in discussione: dietro questa proposta si percepisce una notevole padronanza degli strumenti e una precisa volontà di sperimentare, anche quando il risultato può mettere a dura prova
l’ascoltatore.
I primi undici brani sono caratterizzati da una ricerca sonora estremamente caotica, dissonante e poco immediata. Più che cercare una vera e propria collocazione di genere, viene spontaneo parlare di una forma di sperimentazione radicale che può avvicinarsi, per certi aspetti, al free jazz più estremo o a certe espressioni della noise music. Il problema, però, è che la ricerca della dissonanza e dell’impatto finisce spesso per sacrificare quasi completamente la fruibilità dei brani. Per chi cerca strutture, melodie o punti di riferimento riconoscibili, l’ascolto può risultare decisamente ostico.
Il brano Old Unbaptized Realms rappresenta forse l’eccezione più evidente: l’introduzione lascia intravedere una direzione più accessibile e interessante, ma anche in questo caso la composizione finisce presto per rientrare nei territori caotici che caratterizzano il resto dell’album.Più che chiedersi a quale genere appartengano i Sex Magic Wizards, sarebbe quindi interessante domandarsi quale sia l’obiettivo di una proposta simile.
L’album sembra infatti muoversi più sul terreno della provocazione e della sperimentazione che su quello della musica intesa nella sua accezione più tradizionale. Un atteggiamento che, nel mondo dell’arte, trova numerosi precedenti: basti pensare alle provocazioni di Lucio Fontana o di Piero Manzoni, opere che hanno diviso il pubblico proprio perché mettevano in discussione i concetti stessi di arte, estetica e gusto.
Naturalmente il paragone va preso con le dovute proporzioni: nei Sex Magic Wizards non è tanto l’innovazione in sé a colpire, quanto la volontà di spingere il suono verso territori estremi, anche a costo di rendere l’ascolto poco immediato. È una scelta legittima, ma inevitabilmente destinata a dividere. C’è però un aspetto nel quale questa musica potrebbe trovare una collocazione particolarmente efficace: l’immaginario cinematografico. Alcuni passaggi, soprattutto per la loro componente inquietante e disturbante, sembrano avere un notevole potenziale come colonna sonora per sequenze horror, splatter o particolarmente visionarie. Inseriti all’interno di un contesto fatto di immagini, azione e montaggio, certi suoni potrebbero assumere un significato completamente diverso rispetto all’ascolto isolato.
In definitiva, quello dei Sex Magic Wizards è un esperimento che difficilmente può essere giudicato secondo i parametri tradizionali. La preparazione tecnica e la volontà di osare sono evidenti, ma la ricerca sonora porta spesso a sacrificare comunicatività e piacere d’ascolto.
Un lavoro quindi interessante per chi ama la sperimentazione più estrema, decisamente meno indicato per chi dalla musica cerca immediatezza, melodia e strutture facilmente riconoscibili.Un disco sicuramente coraggioso e fuori dagli schemi, ma proprio per la sua natura estrema rimane un’esperienza destinata a un pubblico molto ristretto.
𝓔𝓶𝓪𝓷𝓾𝓮𝓵𝓮 𝓐𝓯𝓯𝓪𝓽𝓲𝓬𝓪𝓽𝓲





