Intervista a Enio Nicolini per il ep Uma Bot 4

Eccoci a un nuovo capitolo del bassista pescarese Enio Nicolini. Lo avevamo lasciato alle prese con la trilogia degli Otron e lo ritroviamo ora con il nuovo progetto, intitolato “Uma Bot 4”.
Ciao Enio, vedo che sei sempre molto attivo musicalmente. Che cosa distingue questo lavoro dai tre capitoli pubblicati di recente

Innanzi tutto il moniker “Enio Nicolini”, nel merito possiamo considerare UMA-Bot4 un proseguo della Trilogia Otron, non solo per la formula: Basso,Batteria,Voce e elettronica ma, anche per l’argomento trattato. Dopo il viaggio nel mondo sci-fi con le sue distopie e la ricerca delle vie fuga, parlare di IA è stata, per me, una naturale conseguenza.

Perché hai deciso di pubblicare soltanto un EP? Le cinque canzoni di “Uma-Bot4” sono brani rimasti fuori dai tre lavori precedenti?

I cinque brani che ho scritto per realizzare UMA-Bot4 sono assolutamente inediti e concepiti esclusivamente per questo disco che è, volutamente, un EP. Oltre ai Digital Store dove è presente tutto il lavoro e un video del singolo “Learning Machine”, c’è anche una versione in vinile 100 copie numerate edite da Triad Rec e promozionate dalla Hellbones rec. Sono solo cinque i brani perchè li ho ritenuti sufficienti per affrontare l’argomento.

In questo capitolo affronti temi interessanti: ti consideri un paladino nella lotta contro l’intelligenza artificiale?

Credo di essere al momento uno dei pochi , se non l’unico, nel panorama Metal Italiano ad affrontare nei testi l’ I.A. Comunque non mi sento assolutamente un paladino contro il suo uso, anzi la tecnologia oggi fa miracoli, basti solo pensare alla medicina e alla chirurgia. Quello che mi spaventa è l’assenza di regole e dell’etica del suo uso, che sta sfuggendo di mano a noi umani. Questo mi fa riflettere e pensare al prossimo futuro, cioè oggi, dove le macchine cominciano a lavorare da sole nel “learning” in assenza della mano dell’uomo. Con questo disco volevo solo lanciare una riflessione e non ergermi a paladino di una lotta contro.

Anche in questo lavoro Maurizio Bidoli è presente come cantante: perché non coinvolgerlo anche come chitarrista?

Maurizio Bidoli (Fingernails) oltre ad essere un grande amico è un Artista “vero”. Ha un suo modo di interpretare i testi e lo fa in maniera giusta e teatrale, regalando all’ascoltatore tutte le emozioni descritte senza lesinare nulla. Anche in questo lavoro gli obiettivi proposti sono stati centrati. Lui è il chitarrista e fondatore dei seminali “Fingernails” dove riesce con i suoi riff a delineare e rendere riconoscibile il sound della band. Non abbiamo mai parlato di inserirla nel mio progetto che ricordo non ha suoni di chitarra.

La formazione è composta da te al basso, Maurizio Bidoli alla voce, Former Lee Wormer agli elementi elettronici e Luca Nicolucci alla batteria elettronica. Rispetto alle formazioni precedenti è molto diversa: non ci sono né chitarra né tastiere e nel disco non si sentono assoli. Come mai?

La scelta di non usare chitarre risale al mio progetto Akron (2000 Black Widow Rec), perchè è semplice necessità di sperimentare altre soluzioni (pur rimanendo un ramo di uno stesso tronco).C’è stata da parte mia, nel tempo, anche lo studio sull’uso del mio strumento ed ho cercato di ergere il basso a un ruolo di strumento principale per la composizione dei brani ed ecco che l’uso dei Bicordi o “Power Chord” poi nel corso di oltre 25 anni sono diventati il mio marchio di fabbrica. La chitarra è sostituita dalle note del basso dove una buona dose di effettistica fa del suo e poi l’uso dei Synth e dell’elettronica fanno da collante ai brani e quindi gli “assoli” diventano superflui.

Puoi spiegarci da dove nasce l’ispirazione per le tue canzoni?

Normalmente sono riflessioni, emozioni, sguardi della vita che ci circonda, ma anche da letture. per la Trilogia Otron sicuramente autori come Asimov o Orwell mi hanno spinto a riflessioni sul quotidiano. Per questo ultimo lavoro, sia riviste specializzate e convegni dove ho partecipato.

Questo nuovo capitolo avrà altri episodi oppure sarà un progetto a sé stante?

R.UMA-Bot4 è un capitolo a se stante. Mentre il moniker Enio Nicolini lo userò anche per il prossimo lavoro previsto per il 2027

La grafica di “Uma” è molto intrigante: chi l’ha realizzata?

La grafica, che rappresenta un particolare della macchina “EnigmaEra una macchina che  i tedeschi usavano per non far scoprire gli ordini ed i piani nella seconda guerra mondiale  . Gli americani riuscirono a rubare  enigma   cosa che fece  vincere la guerra agli americani(un antenato dell’IA), è stata realizzata ancora una volta da Rocco Patella, mentre lo sviluppo e l’impaginazione delle grafiche, da Maurizio Gueze.

Ringrazio te Stefano Bonelli per avermi ospitato nelle pagine di TEMPI DURI, poi un grazie a tutti coloro che leggeranno questa mia intervista a cui dico Keep on Metal Guys

Enio