Under Assault

Deadly Experiments

Ci sono dischi che non hanno bisogno di inventare nulla per ricordarci perché il thrash metal, quando viene suonato con convinzione e senza compromessi, continui ad avere un potere dirompente.

“Deadly Experiments”, secondo full-length degli Under Assault, formazione proveniente dal Paraguay e attiva dal 2011, appartiene esattamente a questa categoria: poco meno di ventiquattro minuti di metallo veloce, ruvido e aggressivo, costruito intorno ai principi fondamentali della vecchia scuola. L’album è stato pubblicato il 29 novembre 2024 da Witches Brew e rappresenta il ritorno della band a distanza di diversi anni dalle precedenti pubblicazioni.

Fin dalle prime battute di “Criminal Corporation” si capisce quale sia la direzione intrapresa dal gruppo. Gli Under Assault non cercano soluzioni moderne né particolari contaminazioni: preferiscono affidarsi a riff taglienti, accelerazioni improvvise, una sezione ritmica diretta e un approccio vocale rabbioso, mantenendo sempre quella componente stradaiola e punk che costituisce uno degli elementi più interessanti della loro proposta. Il risultato è un thrash che guarda apertamente agli anni Ottanta, ma che non si limita a riprodurne superficialmente le coordinate.

La chitarra è senza dubbio uno degli elementi più convincenti del disco. I due chitarristi Marcelo Nightlord ed Esteban Centurion lavorano soprattutto sulla costruzione di riff secchi e incisivi, alternando velocità e passaggi più cadenzati senza appesantire eccessivamente gli arrangiamenti. È proprio questa essenzialità a rendere efficace la musica degli Under Assault: ogni riff sembra concepito per essere immediatamente riconoscibile e soprattutto per funzionare dal vivo.

Tra i brani più rappresentativi emerge “Destabilized Society”, probabilmente uno degli episodi che meglio sintetizzano la filosofia dell’album. La canzone corre veloce, è aggressiva, possiede un riffing particolarmente affilato e inserisce anche alcune aperture melodiche che impediscono alla struttura di trasformarsi in una semplice cavalcata monocorde. È thrash metal suonato con il coltello tra i denti, ma con sufficiente attenzione per il songwriting da lasciare emergere una propria personalità.Ancora più interessante è “Mandatory Suicide”, che amplia leggermente il respiro del disco. Il brano parte con un’impostazione più pesante e cadenzata per poi aumentare progressivamente la tensione fino a sfociare nella velocità. È uno dei momenti nei quali gli Under Assault dimostrano di saper gestire anche dinamiche differenti, evitando di affidarsi esclusivamente alla formula “veloce e violento” che caratterizza buona parte dell’album. Non a caso, anche altre recensioni hanno individuato in questo pezzo, insieme a “Criminal Corporation”, uno degli episodi più riusciti del lavoro.

“Deadly Experiments”, la title track, mantiene invece un atteggiamento più nervoso e compatto, mentre “Muteki No Senshi Tachi” aggiunge un’altra dose di energia alla seconda parte del disco. Il breve e furioso “Hang Them All” rappresenta invece il lato più istintivo della band: un’autentica esplosione thrash/punk che punta tutto sull’impatto immediato. Sul finale, “The Mighty Warrior”, con i suoi quattro minuti, è il brano più lungo del lavoro e permette al gruppo di sviluppare maggiormente le proprie idee, chiudendo l’album con una dimensione più articolata rispetto alle brevi accelerazioni che dominano il resto della scaletta. La tracklist ufficiale comprende nove brani per una durata complessiva di circa 23 minuti e 55 secondi.

Un discorso particolare merita la produzione. “Deadly Experiments” beneficia di un suono decisamente più pulito e leggibile rispetto a certe produzioni underground che tendono a sacrificare definizione e dinamica in nome della brutalità. Chitarre e batteria risultano sufficientemente nitide e permettono di distinguere bene il lavoro ritmico, mentre il basso contribuisce a dare corpo all’insieme senza diventare invadente. La scelta produttiva è intelligente perché conserva una certa ruvidità, indispensabile per un disco di questo genere, ma evita quell’effetto eccessivamente impastato che spesso penalizza le autoproduzioni e le uscite underground. Anche le recensioni pubblicate sul disco sottolineano la relativa pulizia del suono e la capacità della band di mantenere un impatto diretto e aggressivo.

Il vero limite del lavoro, se proprio vogliamo trovarne uno, risiede forse nella durata e in una certa omogeneità della proposta. Ventiquattro minuti passano velocemente e alcuni brani sembrano quasi voler lasciare il posto al successivo proprio quando iniziano a sviluppare pienamente le proprie potenzialità. È una scelta che può essere interpretata anche come un pregio: “Deadly Experiments” non concede praticamente tempi morti, ma dall’altra parte qualche episodio maggiormente articolato avrebbe potuto rendere il quadro complessivo ancora più vario.

Nonostante questo, sarebbe sbagliato giudicare il disco soltanto sulla base della sua brevità. Gli Under Assault appartengono a quella scuola underground che considera il thrash prima di tutto una questione di attitudine, velocità e aggressività. Il loro suono richiama chiaramente la tradizione degli anni Ottanta e, allo stesso tempo, lascia filtrare quella componente punk che rende alcuni passaggi particolarmente selvaggi e diretti. La stessa Witches Brew descrive il disco come un’esplosiva cavalcata thrash con una certa componente punk, definizione che fotografa piuttosto bene l’essenza del lavoro.

“Deadly Experiments” non è dunque un album destinato a rivoluzionare il genere, ma non è nemmeno questo l’obiettivo degli Under Assault. È un disco che punta alla sostanza, alla velocità e all’impatto, recuperando con convinzione il linguaggio del thrash metal più genuino. “Criminal Corporation”, “Destabilized Society” e “Mandatory Suicide” rappresentano i vertici di un lavoro che funziona soprattutto quando la band lascia correre le chitarre e trasforma ogni riff in una scarica di adrenalina.

Un album breve, diretto e genuinamente underground, che arriva dal Paraguay per ricordarci che il thrash non ha bisogno di effetti speciali per continuare a fare male. Basta una buona manciata di riff, una sezione ritmica lanciata all’assalto e quella indispensabile voglia di suonare forte, veloce e senza compromessi.

Criminal Corporation
V.R.S.
Masturbation
Destabilized Society
Deadly Experiments
Mandatory Suicide
Muteki No Senshi Tachi
Hang Them All
The Mighty Warrior

LINEUP:

Willians Destructor- vocals/bass
Marcelo Nightlord – guitar
Esteban Centurion – guitar
Luis Almada – drums