Cea Serin
The World Outside
The World Outside è il terzo album dei Cea Serin, band statunitense guidata dal polistrumentista Jay Lamm (voce, chitarra ritmica, basso, tastiere) con Rory Faciane alla batteria. Sei tracce, tutte superiori ai dieci minuti. Un’impresa che potrebbe sembrare arrogante o estenuante, ma che si rivela invece il punto di forza di un disco monumentale.
Il prog metal ha spesso sconfinato nell’eccesso, ma pochi album hanno saputo dosare con tanta intelligenza la complessità e l’impatto emotivo. La band ci riesce, costruendo un’opera che è al tempo stesso intellettuale e visceralmente potente.
La formula è audace: chitarre pesanti, basso poderoso, una batteria che abbraccia generi diversi, e un tappeto di tastiere new age ed eclettiche che avvolge ogni traccia.L’album si apre con Where None Shall Follow, che in meno di tre minuti passa da spoken word, piano e voci fuori campo, teatrale a riff Death Metal e successivamente nella parte centrale, una sezione jazzata e spaziosa lascia spazio a un assolo di basso e tastiere da brividi.
La successiva The Rose on the Ruin risalta per l’atmosfera magnifica, impreziosita dalla partecipazione vocale di Steffi Cannelli, ex Cirque du Soleil. Il riff di chitarra è immediatamente riconoscibile e rimane in testa per giorni. Il contrasto tra la voce pulita di Lamm e quella femminile aggiunge uno strato emotivo profondo. Stesso registro per Until the Dark Responds e All the Light that Shines, i pezzi più lunghi del lavoro, dove si concretizza con chiarezza la produzione pulitissima che mette in risalto ogni dettaglio qui le chitarre sono grintose, ma mai invasive; le tastiere creano atmosfere sognanti che contrastano con la rabbia dei riff.
When the Wretched and the Brave Align è forse la traccia più aggressiva dell’album, eppure sorretta da melodie sottili che fluttuano sullo sfondo. Le sovrapposizioni vocali e i cambi di tempo la rendono un trionfo di creazione al pari della successiva e conclusiva Wisdom of the Aging Fathers/Three Regards to Reason, più ballad rispetto alle altre composizioni del lavoro ma altrettanto incisiva e potente. L’album è arricchito da una serie di ospiti di livello: Andy Gillion, João Miguel, Vick LeCar, Steve Blaze alla chitarra; Cecilia Cuccolini all’arpa e Coen Strouken al violino in “Until the Dark Responds“. Ogni strumento è usato con intelligenza, mai come mero orpello. L’arpa e il violino non sono scelte eccentriche, ma elementi che amplificano la dimensione cinematografica del disco.
In conclusione si può affermare che le influenze sono innumerevoli, dai Dream Theater ai Pain of Salvation passando per gli Opeth ma i Cea Serin non si limitano a citare: assimilano, trasformano e restituiscono un suono inconfondibilmente loro. The World Outside è un album che richiede attenzione, ma la ripaga con interesse. Ogni ascolto svela dettagli nuovi, ogni traccia è un labirinto di idee che si incastrano perfettamente. Non c’è una canzone debole, non c’è un momento di stanca, un ascolto essenziale per gli appassionati di progressive metal.
Massimo Cassibba





