LETHAL X
90 Tons Of Thunder
Se vi si rizzano ancora i peli sulle braccia quando sentite parlare di heavy metal vecchia scuola e il nome LETHAL X vi dice qualcosa, allora siamo decisamente sulla stessa lunghezza d’onda. Ragazzi, appena ho messo su questo debutto, intitolato 90 Tons of Thunder, ho fatto un incredibile salto temporale dritto negli anni ’80.
La band non si nasconde dietro un dito: il nome stesso è una dichiarazione d’amore ai gloriosi Racer X. Dietro al microfono troviamo quel mostro di Jeff Martin — ve lo ricordate con i Badlands o con Michael Schenker? — mentre Harry Gschösser pesta sui tamburi.
A chiudere il cerchio ci pensano Mike Szuter al basso e il killer Milan Polak alla chitarra.E date un’occhiata alla copertina: c’è un bolide in corsa e, nello specchietto retrovisore, si vede la cover di Street Lethal. Se questa non è nostalgia pura!
Per questo battesimo del fuoco, i ragazzi hanno fatto le cose in grande e invitato alla festa due autentiche leggende provenienti dai Mr. Big:
Paul Gilbert: l’ex mago delle sei corde dei Racer X torna a fare danni con i vecchi soci, regalandoci assoli fulminei capaci di far saltare i neuroni.
Billy Sheehan: il boss del basso interviene con le sue dita bioniche, pompando le tracce con quel suono saturo e devastante che soltanto lui sa tirare fuori.
Le canzoni affrontano i grandi classici del metal stradale: la libertà assoluta, la vita vissuta a tutta velocità e l’orgoglio di essere metallari fino al midollo. Ecco i pezzi che mi hanno letteralmente spettinato:
- “90 Tons of Thunder”: la title track è un vero tir che vi passa sopra, con un ritmo che vi costringerà a fare headbanging fino a farvi venire il colpo di frusta.
- “Speed Demon”: qui si preme l’acceleratore a tavoletta; le chitarre di Polak e Gilbert si sfidano a chi va più veloce. Roba da farsi venire i crampi alle mani soltanto a guardarli.
- “Racer’s Edge”: un pezzo d’altri tempi, speed metal allo stato puro, che ti carica a molla e ti fa venire voglia di spaccare tutto.
90 Tons of Thunder è una mazzata di pura adrenalina nostalgica. Non c’è spazio per le mode del momento: qui si bada soltanto alla sostanza e al volume alto. Alzate tutto a manetta e godetevi il viaggio!
Della serie: quando la nostalgia non è malinconia, ma un puro ritorno alle origini e ai primi ascolti metallici della giovinezza. Daje!
Stefano Bonelli




