Tyrant
Emergo
Purtroppo, la scarsa fantasia nella scelta dei nomi porta talvolta a imbattersi in band che hanno già adottato la stessa denominazione, creando confusione anche tra gli addetti ai lavori. È il caso degli americani Tyrant, che non hanno nulla a che spartire con l’omonima band inglese, ben più significativa dal punto di vista storico.
La formazione inglese, infatti, può essere considerata una sorta di realtà pionieristica del movimento NWOBHM. Gli americani, dal canto loro, hanno già pubblicato tre album, traguardo raggiunto proprio con questo nuovo lavoro intitolato Emergo.Emergo si fa notare per la sua schiettezza: le canzoni arrivano come un pugno allo stomaco, sprigionando tutta la potenza possibile. La band dimostra inoltre di saper suonare davvero bene, mettendo a frutto il proprio bagaglio tecnico e offrendo un ascolto genuino e diretto.
“Questo album parla della perseveranza di fronte al caos e alle prove della vita, e della volontà di andare avanti per scoprire cosa ci aspetta davvero”, afferma la band.A differenza di molte produzioni odierne, spesso piatte o eccessivamente processate, Emergo conserva un’impronta diretta, ruvida ed energica. Il disco nasce da un approccio totalmente indipendente: è stato interamente scritto, arrangiato e prodotto dalla band, mentre mix e master sono stati affidati ad Alex Parra (Second Sight Sound).Il risultato è un impatto sonoro pulito, ma non privo del “morso” e della cattiveria tipici del metallo old-school.
L’album si muove tra la velocità tipica dello Speed/Thrash Metal classico e l’impatto ritmico del Modern Heavy/Melodic Metal, richiamando a tratti l’energia di formazioni come Trivium, Shadows Fall o Lamb of God. I riff di chitarra sono serrati, sostenuti da una sezione ritmica incalzante e da assoli taglienti.In Emergo trova spazio anche una collaborazione con il chitarrista Sebastian Silva nel brano “Righteous”. Silva è un musicista noto nel circuito, avendo militato in realtà come Idle Hands e Cobra Spell, band co-fondata insieme a Sonia Anubis.Oltre a “Righteous”, meritano una citazione anche altri brani, a partire dalla splendida “Into The Light”. Non solo perché scelta come singolo, ma soprattutto perché rappresenta il vero fulcro sonoro dell’album.
Anche la traccia di chiusura, nonché title track del disco, merita più di un cenno: in poco più di tre minuti condensa tutti gli elementi principali dell’album — velocità, cambi di tempo e aggressività — lasciando un’impronta decisa prima della conclusione.
Emergo è un album solido, pensato per chi cerca impatto immediato, velocità e riff di chitarra ben costruiti, senza dispersioni né riempitivi. Un ascolto raccomandato agli amanti dello Speed/Thrash Metal d’impronta americana.
Stefano Bonelli





