Lazer
Far Away
Con Far Away, debut album dei Lazer, la band viennese ridefinisce il proprio sound, superando i cliché del genere con un Heavy Rock moderno venato di Stoner, Heavy Psych e sfumature progressive.
Il disco è solido e coerente, costruito su dinamiche controllate, riff mastodontici e atmosfere ipnotiche, senza eccessi gratuiti.Tanja “Aunty” Peinsipp è il vero collante del disco: la sua voce calda, espressiva e talvolta cruda dona identità a ogni traccia.
Le chitarre di Lukas Schmidt e Lukas Klingseisen costruiscono riff granitici e stratificati, tra sezioni doom/stoner e aperture psichedeliche. Basso e batteria, affidati a Moritz Holy e Dale St. Jules, creano un groove monolitico e ipnotico.
Il punto di forza del disco è l’equilibrio tra potenza e melodia, sviluppato in nove tracce dalla progressione ben calibrata. Underwater apre con una sezione ritmica imponente e chitarre tra riff densi e passaggi dilatati; Run Away prosegue sulla stessa linea, accentuando dinamismo e cambi di tempo. Can’t Speak punta su una struttura più fluida, un ottimo controllo vocale e un finale impreziosito da un assolo teso.
Sheeps In Clothes mostra il lato più accessibile del quintetto, con un ritornello immediato ma ancora energico.Getting Colder, Go On e Can’t Resist lavorano su minutaggi ampi, sottrazione e accumulo.
Getting Colder e Go On crescono gradualmente, sostenute da un basso ipnotico prima dell’esplosione più affilata delle chitarre.Far Away, title track e brano più ambizioso, parte da tastiere e chitarre atmosferiche per crescere verso territori cupi e affascinanti, con assoli dosati con intelligenza. Master Pretender chiude invece con uno shock breve e abrasivo, vicino a garage-rock e proto-punk, lasciando un’impronta netta.
La produzione è curata: il mixaggio resta pulito e impedisce ai suoni più pesanti di impastarsi.La performance di Tanja “Aunty” Peinsipp alza sensibilmente il livello del disco.La band sa strutturare brani lunghi senza perdere tensione.A un primo ascolto distratto, le tracce centrali possono però confondersi.Il disco è impeccabile, ma offre pochi veri guizzi d’avanguardia.
In sintesi, Far Away è un debutto maturo e credibile: i Lazer bilanciano con sicurezza pesantezza stoner e psichedelia melodica. Consigliato a chi apprezza Elder, Mars Red Sky o Weedpecker.
Stefano Bonelli
TRACKLIST
Underwater
Run Away
Can’t Speak
Sheeps In Clothes
Getting Colder
Go On
Can’t Resist
Far Away
Master Pretender
LINEUP
Lukas Klingseisen – production / guitar / piano / synth
Lukas Schmidt – guitar
Moritz Holy – bass
Tanja “Aunty” Peinsipp – vocals / lyrics
Dale St. Jules – drums





