Europe @Rock in Roma – Roma Summer Fest 7 Luglio 2026
@Rock in Roma – Roma Summer Fest 7 Luglio 2026
articolo a cura di Fabio Berserk Podeschi foto a cura di lady “o”
“Il concetto moderno di “countdown” (partito da 10 a 0) nasce con l’era tecnologica e spaziale nel XX secolo e viene spesso ripreso nella poesia contemporanea come metafora di una fine annunciata, di una partenza imminente o di una tensione sociale.
Un esempio di poesia moderna intitolata proprio “Conto alla rovescia” è quella dell’autore Gianfranco Aurilio , che usa i numeri a ritroso come denuncia sociale sulla tutela dell’ambiente, pubblicata sulla rivista letteraria”.
“La clessidra” di Luis de Góngora: Il maestro del barocco spagnolo ha scritto un sonetto formidabile sulla fugacità del tempo e sull’impossibilità di fermare i minuti, che ha influenzato anche poeti come Ungaretti. “Che vale, tempo tiranno, la ristretta prigione che di vetro ti costruimmo per tenerti in mano, se trattenerti è vano, e sempre di te è vuota, quando più pensi piena, la nostra vita, alla cui voce fuggi qual tempo veloce e sordo come nell’arena? Quale valora ha, tempo tiranno, la piccola gabbia che ti costruimmo in vetro se è inutile bloccarti, e la nostra vita di te sempre è vuota, quando pensi sia sempre di te piena, al cui richiamo fuggi veloce e indifferente come nella clessidra?”.
Si ringrazia con incommensurabile piacere la possibilità che ha dato a noi di tempiduri.eu MC2 Live nella figura del boss Jacopo Casati la possibilità di presenziare a questo evento. E’ la seconda volta che partecipò ad un concerto all’Auditorium e come per l’immenso Steve Wilson a fine show non posso che essere uscito con un gran sorriso sul mio volto, l’arena mano a mano si è gremita di persone ma ad occhio ne ho contate più di 1000, tra i tanti, incontro anche amici come i membri della cover band dei Motley Crue e il grande Luca Celletti il nostro Steven Tyler nostrano cui abbiamo ricompensato la nostra reunion con una foto di rito. Continuando l’acustica e la resa sonora è stata impeccabile, vuoi per i fonici ma anche per la bravura dei musicisti. Il quintetto Svedese non si smentisce Joey Tempest sfodera una voce ineguagliabile, che in quarantatre anni di album e show non è cambiata anzi si è evoluta sempre in meglio e lo stop che hanno avuto dal 1991 al 2004 non ha fatto altro che compattare ancora di più il gruppo, lui dalla voce sembra un ventenne. Lo show si articola in 14 brani più l’encore di due, pescando tracce dal loro intero repertorio discografico rendendo lo spettacolo omogeneo e mai noioso. Si parte alla grande con On Broken
Wings e Rock The Nights, dove un John Norum si scatena sulle sei corde rendendo ancora più Heavy i brani ed il pubblico è in delirio, prosegue Walk the earth dal repertorio più recente un ibrido fra Deep Purple e Jorn Lande i cui temi riguardano la decadenza del pianeta che subiamo per scelte scellerate dei potenti, interessante il testo ma forse atipico il sound per loro anche se una band deve sapere anche esplorare e oltrepassare i confini. Continuiamo con una cattivissima Scream Of Anger, il periodo di Wings Of Tomorrow secondo me l’apice della loro carriera, la band è un unisono sonoro mr. Haugland alle pelli Norum e Leven alle corde, una macchina che non si ferma e Tempest come sempre è immenso.
C’è poi Sign Of The Times un altro salto nel passato, uno dei loro brani più Aor. Ci saggiano con una perla dal loro nuovo album One On one , nella mia mente ricordo il video dove c’era l’attore Peter Stormare per chi non lo conosce ha fatto un’interpretazione da oscar di Lucifero su Constantine. Canzone veramente indovinata che prende stilemi e tecnicismi alla Dream Theater con una voce sempre più erede di Sir. Glenn Hughes un gran pezzo non c’è che dire che vira su coordinate giuste e moderne. Cult Of Ignorance altro super brano dal loro nuovo album dove se chiudiamo gli occhi sembra di ascoltare un giovane Ian Gillan del Periodo Perfect Stranger ed ho detto tutto….. Grande Joey.
La band è molto loquace con il pubblico soprattutto Mr. Tempest un vero frontman a 360 gradi, interloquisce con le persone scambiando anche qualche frase in Italiano invitandoli a cantare, in questo frangente dalle poche note del piano s’intravede il loro successo romantico Carrie del 1986, ad ognuno di noi presenti ha fatto riaffiorare ricordi. A me personalmente il periodo dell’estate del 1994 quando con i miei capelli lunghi e quasi biondi schiariti all’epoca avevo 16 anni pomiciavo in sala giochi con la mia prima fiamma conosciuta al mare, preferivo però come brano Open Your Heart mi dava molte più emozioni.
Dopo questa parentesi soft, il singer si guarda con Norum e partono con un brano Bomba War Of Kings altra supernova dal loro recente repertorio, il basso di Leven pulsa all’unisono con la tastiera di Mic come se lo spirito di Jon Lord fosse in lui, la voce di Tempest da l’effetto come di una bottiglia di Bourbon invecchiato che rotola sulla landa di un ardente deserto. Altra doppietta con Stormwind e poi c’è la canzone che forse non si aspettava nessuno Open Your Heart ma Joey imbraccia la sua chitarra acustica e i primi quattro accordi ci fanno entrare nel mondo di una delle più belle ballad mai create nel genere Aor che forse solo i White Lion hanno saputo superare di bravura.
Peccato che nel tempo i Europe non ne hanno create altre….. ”Giorni pieni di gioia e giorni pieni di dolore Non so proprio cosa fare Sono felice oggi? Sono solo domani? Tutto dipende da te E ho aspettato Che gli angeli bussassero alla mia porta Ho sperato che tutto potesse essere come prima Apri il tuo cuore e dimmi cosa non va Perché non parli più come facevi prima Non so se sono debole, non so se sono forte Hey ragazza, non ce la faccio più” C’è una pausa e il singer chiama e interroga il pubblico in Italiano “che canzone volete ascoltare”, tutti chiedono dalle più disparate, io ho proposto Dreamer e Seven doors Hotel e
lui ha abbozzato un sorriso, e’ il repertorio dei profondi ricordi del passato. Alla fine è partita la perla di Out Of This World, More Than Meets Eye, la song è veramente rocciosa ed heavy in sede live l’unica cosa che spezza sono le tastiere di Mic per il resto un immenso Norum alle sei corde che dire….. superlativa. Un preludio di tastiere alla Symphony X e si scatena uno dei loro migliori brani del nuovo repertorio Last Look At Eden, emozioni di un’intensità unica il mood è molto simile ai Queensryche periodo d’oro si vede che Joey era un fan dell’album capolavoro Empire sempre immensi Norum e Leven, il basso si sente tecniche profonde alla Geddy Lee dei Rush .
Chiude la prima parte dello show con la doppietta Ready Or Not e Superstitious sempre da Out Of this World che va a rallentare l’atmosfera, brani che secondo me si potevano evitare veramente troppo commerciali, anche se è stato molto carino il fatto che il singer ha legato una bandiera Italiana dal pubblico e l’ha messa in vista oltre ad aver fatto un piccolo tributo a Bob Marley con due fraseggi di No woman No cry. Ma la cosa che mi ha lasciato di stucco è che durante lo show ha anche rilasciato tranquillamente al volo gli autografi a delle persone del pubblico, mai visto in nessun spettacolo, di solito gli artisti non lo fanno mai durante l’esecuzione vuoi per concentrazione, o vuoi perchè se la tirano ma che non riguarda loro.
Lo scroscio di applausi copre il tutto ma non è ancora finita si chiude con Cherokee dove vediamo una band sugli scudi, ma il meglio deve ancora venire con il loro cavallo di battaglia The Final Countdown il pubblico è in tripudio, la band è scatenatissima è un brano che ha fatto la storia dell’hard rock aor l’aspetto live è in versione più heavy rispetto al passato e chi c’era compreso me ha cantato insieme alla band per tutto il brano e devo dire che anch’io ho tirato un acuto niente male, sarà stata l’euforia del momento ma in quell’attimo la vita è apparsa migliore senza tutti problemi che abbiamo ora in Italia, ma la musica fa anche questo dare speranza in cose migliori e credere che possano avvenire dei cambiamenti.
Lo show si conclude con gli applausi che sovrastano la Cavea tutti in piedi ad acclamare una band immortale che è venuta dalle lande del nord per regalarci emozioni da tramandare ai posteri, un vero trionfo .
Setlist:
On Broken Wings
Rock the Night (extended version)
Walk the Earth
Scream of Anger
Sign of the Times
One on One
The Cult of Ignorance
Carrie
War of Kings
Stormwind
Open Your Heart (with acoustic improvisation praising Rome city)
More Than Meets the Eye
Prelude Last Look at Eden
Ready or Not
Superstitious (with snippets of Bob Marley’s “No Woman, No Cry”)
Encore:
Cherokee
The Final Countdown
lineup:
Joey Tempest – vocals / Acoustic Guitar
John Norum – electric guitar
John Levén – bass
Mic Michaeli – keyboards / Backing vocals
Ian Haugland – drums





