Lunatropica
Mareamaro
Mareamaro è il secondo lavoro discografico dei Lunatropica, progetto del duo campano formato da Angela Cicchetti alla voce e Ivan Imperiali alla chitarra, in uscita per Costello’s / Artist First.
Il disco rappresenta il punto d’approdo di un percorso iniziato con l’esordio Grattacieli di Basilico, pubblicato con il precedente moniker.Angela Cicchetti si distingue per una vocalità impostata, dal gusto jazzistico, sostenuta da un timbro caldo e avvolgente. È un vero piacere ascoltarla, anche perché si muove con naturalezza tra le diverse sfumature melodiche.
Questo secondo lavoro trova nell’estate il suo periodo di massimo splendore. La musica dei Lunatropica sembra pensata per risvegliare profumi, immagini e sensazioni tipiche della stagione: il mare, il lettino sulla spiaggia, gli occhiali da sole neri e lo sguardo perso verso l’orizzonte.
Le atmosfere che emergono dall’ascolto del disco guardano al mondo sudamericano, con suggestioni di bossa nova evidenti in brani come Vesuvio. Tutto l’album è attraversato da queste influenze, compresa l’immancabile saudade brasiliana, che affiora con forza in Caldo: mai titolo fu più veritiero.Il mare, all’interno di Mareamaro, viene sviscerato come una vera e propria dimensione interiore e psicologica. Il disco si muove così attraverso una mappatura geografica ed emotiva ben definita, sostenuta da un gusto retrò. Ne è una prova la cover di Guarda che luna, brano portato al successo da Fred Buscaglione insieme agli Asternovas, qui riletto in una chiave che tende verso l’alt-pop.
Il termine Mareamaro evoca il contrasto tipico dello stile dei Lunatropica: da un lato la solarità dei ritmi tropicali, dall’altro l’amarezza e la profondità dei sentimenti interiori.a produzione musicale di Mareamaro, peraltro molto ben riuscita, è stata curata e realizzata interamente in modalità fai-da-te dai Lunatropica stessi, all’interno di una masseria circondata da ulivi a Teggiano, piccolo paese in provincia di Salerno.
Questo isolamento rurale ha permesso al duo di costruire una forte e riconoscibile identità sonora, definita dalla critica come un “Paris, Texas tropicale con gli ulivi sullo sfondo”.Una nota negativa va fatta sulla copertina. Da un po’ di tempo mi capita di recensire artisti che hanno scelto immagini poco riuscite, e purtroppo nemmeno i Lunatropica sfuggono a questa impressione: la fotografia sembra scattata dall’interno di un traghetto e riprende il mare in modo piuttosto prevedibile.
Se è vero che un disco, per essere valorizzato e venduto al meglio, ha bisogno anche di un aspetto visivo forte, è altrettanto vero che una copertina dal gusto incerto rischia di non attirare l’attenzione.
A parte questo, Mareamaro resta un disco davvero godibile, adattissimo all’ascolto in cuffia su una spiaggia piena di ombrelloni e lettini. Se volete trascorrere tre quarti d’ora rilassandovi, questo è il disco che fa per voi.
Stefano Bonelli





