Blood Of Angels
Les Agnst ov Thanatous
“Les Angst ov Thanatou” si traduce approssimativamente come “l’ansia della morte”. Il riferimento a Thanatos, personificazione della morte nella mitologia greca, introduce un immaginario dominato da mortalità, ritualità e sofferenza umana.
La narrazione dell’album attinge alle storie di sopravvivenza sul campo di battaglia e alle cicatrici invisibili del trauma psicologico, come il senso di colpa del sopravvissuto e l’insonnia. Su queste basi, il disco intreccia melodic death metal, atmosfere vicine al black metal e pulsioni thrash, cercando di costruire un viaggio musicale oscuro e cinematografico.
Il principale limite di questo lavoro dei Blood of Angels risiede nella produzione. Pur partendo da premesse interessanti e da un apparato visivo convincente, soprattutto per quanto riguarda la copertina, il risultato musicale non riesce a esprimere pienamente il potenziale del progetto.Il suono delle chitarre appare poco efficace: dopo sequenze di riff anche promettenti, gli assoli risultano fragili nella costruzione e nella resa timbrica, finendo per dare un’impressione eccessivamente scolastica. Anche la batteria non convince del tutto, soprattutto nei passaggi in blast beat, dove l’impatto perde precisione e profondità.
Questo significa che l’album sia interamente da scartare? Sicuramente no. Alcuni momenti positivi ci sono, a partire da “Beating You”, scelto anche come singolo. Da segnalare anche “The Pain Inside”, brano che si avvicina alla forma della ballad, pur mantenendo una forte drammaticità, e che contribuisce a spezzare l’andamento più aggressivo di Les Angst ov Thanatou.
Tuttavia, i brani riusciti non bastano a portare il disco a una piena sufficienza. La resa complessiva avrebbe avuto bisogno di maggiore cura, soprattutto considerando alcune incertezze vocali di Randy Reyes nei momenti più melodici. Nonostante le buone idee di fondo e una realizzazione grafica convincente, dal punto di vista musicale l’album resta al di sotto delle aspettative. Per i Blood of Angels si tratta quindi di un’occasione mancata.
Stefano Bonelli





