Midnight Rider
Limited Infinity
Merita una menzione speciale The Battle of Brighton, ispirata allo storico scontro tra Rockers e Mods del 18 e 19 maggio 1964 durante il Bank Holiday. Una vera e propria battaglia a colpi di bastoni che generò allarme, arresti e ispirò anni dopo il film Quadrophenia. Il brano più prog del disco è Defender of the Dormant Ones, dal sapore fantasy, con cambi di tempo efficaci e un finale che richiama chiaramente l’impronta di Tony Iommi. Particolarmente pregevoli sono anche le armonizzazioni vocali, che sostengono con efficacia i ritornelli più anthemici.
In tutto il lavoro stupisce la capacità della chitarra di Blumi di suggerire a Chris Black linee melodiche sempre ispirate, immerse in quell’inconfondibile atmosfera settantiana che spazia a 360 gradi tra hard rock e metal delle origini.Dieci brani solidi che formano un ottimo album, perfetto per chi vuole tenere le orecchie incollate al suono caldo, saturo della Diavoletto che solo le valvole spinte al limite sanno regalare.
Ivanhoe
Prodotto e mixato da Christian Benner e Ralf Grett, e masterizzato da Patrick Engel presso il Temple of Disharmony Studio, Limited Infinity dei Midnight Rider fonde con grande equilibrio un’autentica atmosfera retrò con un approccio di produzione moderno.
Basta ascoltare il tono della chitarra di Charlemagne per rendersene conto: è puro spirito heavy rock anni ’70, rivisitato con gusto contemporaneo.Il disco è un omaggio appassionato e senza compromessi al classic heavy rock. Brani come The Renegade sembrano usciti direttamente dal Sabbath del 1970, con un flanger che colora un riff essenziale e una distorsione scarna e tagliente. Generations, più vicina ritmicamente a The Wizard, mantiene la stessa matrice, arricchita però da frasi di chitarra più articolate tra una strofa e l’altra.





