Hesperia
annunciano il nuovo album Picenum (Il vero Rinascimento del Black Metal
marchigiano)
Il progetto black metal italiano one-man band Hesperia ha appena annunciato il nuovo album Picenum (True Marchigian Black Metal Renaissance), che uscirà il 28 agosto per Hammerheart Records. Per festeggiare l’occasione, il primo singolo “1375, La Lega Maledetta: I Signori Da Varano Si Ribellano Alla Chiesa” è ora disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali.
Ascolta “1375, La Lega Maledetta: I Signori Da Varano Si Ribellano Alla Chiesa” qui: https://youtu.be/lsuDDj6fFoQ
Preordina qui: https://hesperia.lnk.to/picenum
Picenum (True Marchigian Black Metal Renaissance) è la naturale continuazione di Fra Li Monti Sibillini, che ne estende il concetto all’intera regione delle Marche (il titolo “Picenum” indica l’antico nome di gran parte di questa regione). L’album è ambientato principalmente nel tardo Medioevo, ma anche all’inizio del Rinascimento (qui messo in risalto nei suoi aspetti più oscuri, vissuti attraverso l’oscurità della regione).
Dopo una breve introduzione sulle origini antiche della regione, l’album si articola in tre parti:
• Il primo è dedicato alla storia e alle leggende molto cupe della regione delle Marche: i signori Da Varano che si ribellarono alla Chiesa aderendo alla Lega dei Maledetti nel 1375; la storia e la leggenda della Rocca di Pitino, con la sua chiesa sconsacrata e il cimitero; la storia e la leggenda della tenebrosa Roccaccia e del suo signore della guerra negromante, servitore del diavolo.
• La seconda è dedicata al folklore e alle leggende della mia regione: il lu lupu mannà (il lupo mannaro marchigiano), il Mazzamurello (uno spirito oscuro marchigiano), la Sdrega (la strega marchigiana), prima di tornare ancora una volta sui Monti Sibillini… In questa parte, la voce della nonna di Hesperus (R.I.P.) racconta queste leggende popolari un paio di volte (ne conosceva parecchie).
• La terza e più lunga parte è, di fatto, una continuazione che chiude il cerchio con l’album precedente, ed è intitolata “Ritorno fra li monti Sibillini”, con due brani incentrati sulle fate-capre e sulla Sibilla, e altri due brani che parlano del romanzo geografico del cavaliere De la Sale, una vera e propria figura storica incaricata di esplorare i Monti Sibillini e di scoprire cosa si celasse all’interno della grotta della Sibilla (quindi, non un cavaliere tratto da un poema epico come nell’ album precedente); egli incontrò davvero gli abitanti di Montemonaco (Mons Daemoniacus) che lo condussero al vestibolo della grotta della Sibilla (sulla vetta del Monte Sibilla) e gli raccontarono numerose storie di coloro che erano entrati nella grotta, compresa quella di un cavaliere tedesco che vi fece ritorno perché non era stato perdonato dalla Chiesa e vi rimase per sempre… per sempre (l’ultimo brano: la suite finale di 12’).
Dal punto di vista stilistico, l’album presenta molte somiglianze con il disco precedente (black metal medievale sulla scia degli anni ’90), ma aggiunge alcune parti rinascimentali e alcuni passaggi di proto black metal anni ’80. Come potrete notare, sono presenti interludi folk/ambient come nell’album precedente, ma non sono su tracce separate; si trovano alla fine di ogni brano (incorporati nei brani stessi anche se compaiono nella tracklist).





