Crossing

The Path Above Us

Il progetto Crossing composto da Petit Solo Diabaté (kora, ngoni, balafon) musicista Burkinabé appartenente ad una famigli di jeli (in italiano musicisti, in francese chiamati griot), Nino Martella (percussioni, ngoni)  e Marco Schiavone (violoncello)
ha pubblicato il disco di debutto “The Path Before Us”, uscito il 16 gennaio e prodotto da Circular Music Records e con il sostegno del Ministero della Cultura e della SIAE. In questo debutto il trio propone un equilibrio sonoro ricercato, nel quale tutti gli strumenti conserva la propria identità, benché si lasci contaminare da ciò che c’è intorno. Questo debutto, infatti, è l’incontro tra la memoria millenaria tramandata oralmente da Petit Solo Diabaté e il rigore accademico tipico degli studi del conservatorio di Marco Schiavone con la mediazione dal lavoro di ricerca musicale ed etnologica di Nino Martella.

The Path Before Us” si compone di nove tracce, nelle quale viene meno l’idea pregiudiziale secondo la quale la musica del West Africa sia solo un serbatoio di ritmi, trattando le millenarie conoscenze di questa porzione di Africa con lo stesso rigore che si riserverebbe a Vivaldi o a Charlie Parker e questo fa sì che tutte le conoscenze vengano riconosciute come il sistema complesso e stratificato quale sono.

Nelle nove tracce si intrecciano le melodie ipnotiche della kora con il lirismo inquieto del violoncello creando un tappeto sonoro che rende al Mediterraneo la sua centralità di luogo di scambio e all’Africa il riconoscimento della sua centralità a lungo negata. Le nove tracce che compongono  fanno sì che “The Path Before Us” si distingua per una qualità che negli anni è diventata molto rara, quella di trattare e di pensare la musica come uno spazio critico, un luogo in cui le differenze possono essere ascoltate nella loro interezza e complessità, senza ricercare inutili semplificazioni, posizionando il progetto in una zona di riflessione che non rientra pienamente nel concetto di world music.

Ogni elemento in questo album mantiene la propria identità: la kora, lo ngoni e il balafon suonati da Petit Solo non sono stati adattati al “gusto occidentale”, ma vengono esposti nella loro specificità e interezza rendendo la presenza del violoncello di Marco Schiavone un elemento di attrito, incline a generare inedite possibilità di articolazione quando si intrecciano con le linee melodiche create dalla kora. La posizione di Nino Martella appare centrale in questa ottica, rendendo la sua ricerca etnica e musicale in Burkina Faso una sorta di consapevolezza critica che attraversa tutto il progetto trasformando l’uso delle percussioni e dello ngoni uno strumento di mediazione attiva e quasi propedeutico al mantenere aperto lo spazio di interazione tra tutti gli strumenti, senza ridurlo a qualcosa di predefinito.

In conclusione, ascoltando “The Path Before Us” si evince che la direzione presa con questo album appare come un cammino costantemente calibrato dall’incontro di sonorità differenti, facendo sì che l’album risulti un laboratorio nel quale si creano costantemente nuove sonorità. Questo lavoro risulta essere una sorta di “manifesto politico e culturale”, nel quale si rifiuta quella gerarchia che ha a lungo posizionato le tradizioni dell’Africa occidentale in una posizione subalterna rispetto al canone europeo. L’ascolto di “The Path Before Us” rivela un equilibrio delicato trovandosi tra la presenza di tradizioni fortemente connotate e la possibilità che tali tradizioni passino attraverso un processo di trasformazione senza perdere la propria identità.

Chiara Coppola

TRACKLIST:

Ne Ma Lon
Mah Koro
Djandjo
Bobo Sira
Samadou Traore
Kare Brah
Nomad
Hope
Song For a Friend

LINEUP:

Souleyman “Petit Solo” Diabaté – vocals / kora / ‘ngoní / balafon
Nino Martella – Percussions / kamale ngoní
Marco Schiavone – Cello