Shinedown
EI8HT
Arrivati all’ottavo album, molte band iniziano a tirare il freno,gli Shinedown, invece, decidono di premere ancora più forte sull’acceleratore.“EI8HT” è un disco enorme, nel suono, nelle ambizioni
, nelle emozioni che lascia addosso,non è semplicemente un album, è un’esperienza che ti travolge, ti satura e, una volta finita, ti lascia in silenzio.Non per mancanza di parole, ma perché serve tempo per rimettere insieme tutto quello che hai appena ascoltato.Diciotto tracce sono una sfida aperta,una dichiarazione, questa band non ha alcuna intenzione di ridursi, di semplificare, di diventare prevedibile,al contrario, “EI8HT” è costruito per espandere il concetto stesso di rock mainstream, portandolo in territori che vanno ben oltre i confini abituali.
C’è l’impatto immediato, quello che Shinedown sanno gestire meglio di chiunque altro, “Dance, Kid, Dance”, “Burning Down The Disco” e “Killing Fields” sono brani che colpiscono duro, con un’energia che richiama direttamente i giorni di “The Sound of Madness” e “Amaryllis”,Riff massicci, ritornelli enormi, un senso costante di potenza controllata.Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui, il vero punto di forza del disco è la sua varietà, “EI8HT” cambia pelle continuamente e passa dal rock da arena a derive country (“Outlaw”, “Wide Open”), sfiora la teatralità (“At The Bottom”), si immerge in atmosfere più oscure e sintetiche (“Deep End”), senza mai perdere completamente il filo.
Questo filo è Brent Smith, la sua voce non è solo tecnicamente impeccabile, è il centro emotivo dell’intero album. Che si tratti di momenti più aggressivi o di passaggi più vulnerabili, Brent Smith riesce a mantenere una coerenza interpretativa che tiene insieme anche le scelte più rischiose.Attorno a lui, la band suona con una sicurezza impressionante,le chitarre di Zach Myers sono affilate ma controllate, capaci di colpire con forza senza perdere definizione, Eric Bass costruisce un impianto sonoro denso e stratificato, evidente segno di un lavoro produttivo estremamente curato e Barry Kerch, dal canto suo, dà al disco una spinta ritmica costante, precisa, quasi muscolare.
E poi c’è la dinamica emotiva, “EI8HT” non è solo potenza, è anche respiro.Brani come “Back To The Living”, “Searchlight” o “The Pilot” aprono spazi più ampi, quasi liberatori, creando momenti di sospensione che bilanciano la densità del resto del disco.Sono tracce pensate per essere vissute più che ascoltate, capaci di trasportarti altrove.Non tutto, però, è indispensabile, un progetto così ampio porta inevitabilmente con sé qualche momento meno incisivo.
A mio avviso “Bear With Me”, ad esempio, fatica a lasciare un segno reale, mentre alcune scelte ,come certi effetti vocali in “Young Again” ,possono risultare divisive. Ma sono dettagli, quasi inevitabili in un disco che sceglie deliberatamente di rischiare.Dove molti, a questo punto della carriera, si limiterebbero a replicare formule collaudate, gli Shinedown scelgono di espandere, sperimentare, eccedere.
Il risultato è un album che non cerca la perfezione, ma qualcosa di più raro,l’impatto.Quello che resta dopo l’ascolto non è solo una sequenza di canzoni, ma una sensazione complessiva di potenza, ambizione e totale dedizione.Concludo dicendo che “EI8HT “non è solo uno dei lavori più completi della band,è la dimostrazione che, anche dopo anni di carriera, è ancora possibile suonare affamati.
E in un panorama spesso prevedibile, questo fa tutta la differenza del Mondo!!
Lubranomic





