Haemoth
Black Dust
Ci troviamo di fronte ad una formazione che, nonostante sia attiva dal 1999, è fuori oggi, via Agonia Records, con il loro quarto album, dal titolo “Black Dust”.
Stiamo parlando dei Francesi Haemoth, dediti a un black metal, contaminato solo in parte da qualcosa di industrial, vuoi per i suoni abrasivi, vuoi per un sound a tratti dissonante.
Anche la Francia nel corso degli anni si è presentata al mercato discografico con produzioni sui generi, tuttavia la matrice scandinava si fa ascoltare e non poco. Ci sono mid-tempo come nel caso dell’opener “Ashen Remains“, dai tratti sinistri, altre canzoni che partono più dirette, “Blood Atonement” a conferma. Blast beat assassini e voci malvagie s’intrecciano a riffs di chiara matrice black, dove i nostri giocano con le sei corde su note medio alte, esaltate da una produzione non troppo compressa che lascia spazio a frangenti ambient.
La band non ha nessuna intenzione di alzare il piede dall’acceleratore, mastermind della velocità, tuttavia improvvisi cambi di tempo per un attimo portano riflessione, risultando claustrofobici e spettrali. Non ci aspetta nulla di buono gli Haemoth ci trascinano nuovamente dove non batte il sole. Il nuovo full lenght ci riporta indietro di qualche anno, al black metal dei primi duemila, forse proprio per questo motivo “Black Dust” oggi suona diverso, e questo credo possa essere un punto a favore per la band transalpina.
Mi hanno convinto le undici tracce che costituiscono questo disco. Ci eravamo lasciati quindici anni fa, al 2011 con “In Nomine Odium”, gli Haemoth tornano oggi a far parlare di sé e lo fanno molto bene.
Per chi non conoscesse la band ma si emoziona con il black metal consiglio di fare vostro questo disco, non ve ne pentirete!
In alto il nostro saluto. Stay Brutal
Trevor Sadist





