MIKE STERN

Live CrossRoads Live Club, Roma 18 Aprile 2026
Report a cura di lubranomic
Si Ringrazia l’organizzazione del Crossroads per la gentile concessione

Sabato 18 aprile 2026 il CrossRoads Live Club di Roma si è trasformato, per una notte, in una sorta di santuario del jazz rock contemporaneo, sul palco, uno di quei musicisti che non hanno bisogno di presentazioni, ma solo di spazio per esprimersi… Mike Stern.

Definire quello visto sul palco “un concerto” sarebbe riduttivo.Quello dei musicisti che accompagnano Mike Stern è un vero e proprio organismo vivente, un sistema perfettamente oliato in cui ogni elemento ha un peso specifico determinante.

MIKE STERN live CrossRoads Live Club

Un ensemble che, più che accompagnare, dialoga costantemente, costruendo un interplay che è stato il vero cuore pulsante della serata.Fin dalle prime note ,con brani come “Connection” , è stato chiaro che non ci sarebbe stato spazio per compromessi,i presenti hanno sentito un suono pieno, diretto, fisico,Stern entra subito nel vivo con il suo fraseggio inconfondibile.Un equilibrio raro tra eleganza jazz e spinta rock, dove si percepiscono chiaramente le radici che vanno da Jim Hall fino all’urgenza elettrica di Jimi Hendrix.Non c’è mai ostentazione,nemmeno un secondo,solo linguaggio che conosce la band per entrare in connessione con il pubblico.

Il materiale tratto daEchoes and Other Songs si inserisce perfettamente nella scaletta, senza soluzione di continuità con i classici.“Like a Thief” e “Echoes” non suonano come brani “nuovi”, ma come parte naturale di un repertorio già consolidato.Il pubblico attento, partecipe, competente recepisce e restituisce immediatamente.Se c’è un elemento che ha reso questo concerto memorabile è stato il dialogo tra i musicisti.Bob Franceschini ha offerto momenti di lirismo puro, con linee al sax che si intrecciavano con la chitarra di Stern in un gioco di rimandi continuo, spesso al limite dell’unisono perfetto.Gary Grainger ha garantito una base funk solida, elastica, mai statica,il suo basso non accompagna…costruisce.E poi c’è Dennis Chambers,definirlo un batterista è riduttivo, è un motore, una macchina ritmica capace di passare da groove profondi a esplosioni tecniche senza mai perdere controllo.Ogni colpo sembra avere un peso specifico preciso.Quando partono le prime note di “Chromazone”, l’atmosfera cambia,è il brano che tutti aspettano e la band lo sa.

Il tema viene eseguito con una precisione chirurgica, ma è negli assoli che il pezzo prende il volo.Qui Stern si concede di più,fraseggi lunghi, dinamiche aperte, un controllo totale dello spazio sonoro. Il pubblico resta sospeso, quasi trattenendo il respiro,è uno di quei momenti che definiscono una serata.Nel cuore di tanta energia, Leni Stern  (moglie di Mike N.D.R)introduce una dimensione diversa.Il suo intervento con il n’goni e la voce aggiunge una componente quasi spirituale, portando il set su territori più intimi e riflessivi,è un contrasto che funziona perfettamente, perché rompe la linearità senza interrompere il flusso.Il concerto si chiude con una virata più blues e festosa,“Red House” e “Tipatina’s” riportano tutto a una dimensione più diretta, quasi viscerale,è il momento in cui la tecnica lascia spazio al puro piacere di suonare, e  si vede.

Stern sorride, la band si diverte, il pubblico risponde,è una chiusura che non ha bisogno di effetti,basta la musica.Quello andato in scena al CrossRoads non è stato semplicemente un grande concerto, è stata una dimostrazione di cosa significhi, oggi, suonare jazz rock ai massimi livelli senza perdere il contatto con l’emozione.Mike Stern non è solo un virtuoso, è un narratore.

E sabato sera, a Roma, ha raccontato una storia lunga cinquant’anni senza mai guardarsi indietro.

SETLIST:

 Like a Thief (Leni Stern cover)
Connections
Echoes
Wishing Well
Gospel Song
Chromazone
Red House (Jimi Hendrix cover)
Tipatina’s
Various Jam/Improvisation/Solos

LINE UP:

Mike Stern – guitar
Leni Stern – guitar/n’goni/vocals
Gary Grainger – bass
Bob Franceschini – tenor sax
Dennis Chambers – drums