Tyketto

Closer To The Sun

Il primo errore che si può fare ascoltando “Closer To The Sun” è cercare una nuova “Forever Young”.Non c’è.E soprattutto, non vuole esserci.

I Tyketto, oggi, non sono più quella band affamata di inizio anni ’90,sono musicisti maturi, consapevoli, che hanno scelto di non rincorrere il passato ma di dialogarci da una posizione diversa e quando si accetta questo, il disco cambia completamente volto.Fin dalle prime note di “Higher Than High”, si percepisce un cambio di approccio,il riff è diretto, quasi ruvido, lontano dalle produzioni ultra-lucide del melodic rock contemporaneo.C’è un’armonica che richiama libertà  e una sensazione generale di autenticità che riporta, per spirito, a “Strength in Numbers” più che al debutto.

Starts with a Feeling” è una ballata costruita con mestiere, ma soprattutto con misura,niente eccessi, niente melodramma, solo una progressione emotiva che cresce lentamente fino a colpire nel punto giusto.“Bad for Good” è invece il lato più immediato della band, un anthem pensato per il live, con un ritornello che funziona senza bisogno di sovrastrutture.Ma è nella seconda metà che l’album si apre davvero, la title-track “Closer To The Sun” è il vero fulcro del disco.Non è il brano più appariscente, ma è quello che resta, c’è un legame sottile con il passato della band, non come citazione, ma come continuità naturale. È come se i Tyketto, dopo anni, avessero trovato il modo di chiudere un cerchio senza forzarlo.

Infine c’è “Far and Away”, uno dei momenti più intensi dell’intero lavoro, una canzone che sorprende per delicatezza, con sfumature folk e un uso del violino che aggiunge profondità senza risultare artificioso.Questo non è un disco da primo ascolto e soprattutto “Closer To The Sun” non è il ritorno ai fasti di un tempo ma un qualcosa di diverso.Penso sia il suono di una band che ha accettato la propria storia senza diventarne prigioniera,che ha scelto la maturità invece della nostalgia e che continua a scrivere canzoni perché ha ancora qualcosa da dire.In un genere che spesso vive di riciclo, questo è già un risultato importante.

Trentacinque anni dopo “Don’t Come Easy”, i Tyketto non cercano più di stupire,cercano di essere veri e, alla fine, è proprio questo che fa la differenza.

lubranomic

TRACKLIST:

Higher Than High
Starts with a Feeling
Bad for Good
We Rise
Donnowhuddidis
Closer to the Sun
Harleys & Indians (Riders in the Sky)
Hit Me Where It Hurts
The Picture
Far and Away
The Brave

LINEUP:

Danny Vaughn – lead & backing vocals, acoustic & electric guitars, harmonica, keyboards and percussion
Chris Childs – bass guitar, percussion, keyboards, backing vocals
Johnny Dee – drums, percussion, backing vocals
Harry Scott Elliott – lead and rhythm electric guitars, percussion, backing vocals
Ged Rylands – keyboards, percussion, backing vocals