VANIR

Wyrd

Da diciassette anni, i danesi dei Vanir esplorano la storia, i miti e le profondità dell’animo umano, senza mai commettere il minimo passo falso.
Mentre altre band finiscono per diventare una caricatura di se stesse, i Vanir affilano le loro armi album dopo album, mostrando un’evoluzione costante e una coerenza rara nel panorama musicale.Il carattere musicale dei Vanir ricorda fortemente quello della band romana ADE, ed entrambe le formazioni presentano evidenti somiglianze nel loro approccio narrativo.

I Vanir attingono abbondantemente alla tradizione del melodic death metal scandinavo, ma il loro sound è un mix complesso di diversi sottogeneri dell’extreme metal, che evoca gruppi come gli At the Gates, i primi In Flames e, soprattutto, gli Amon Amarth per le tematiche vichinghe e mitologiche, nonché per i riff potenti ed epici.

Tra le band di melodic death metal più importanti della scena danese, i Vanir hanno plasmato la propria interpretazione del genere per oltre un decennio, combinando riff incisivi a racconti di destino, battaglia e miti. Con Wyrd, il collettivo prosegue la sua marcia sui campi di battaglia storici, affilando ancora una volta le proprie armi.Il rumore di spade, elmi e scudi risuona di nuovo mentre i guerrieri danesi tornano con il loro nuovo album. Questo ruota attorno al tema senza tempo del destino, intessuto dalla guerra e dalle scelte dell’umanità che hanno plasmato il mondo.

A immagine della nostra epoca, in cui le decisioni influenzano i destini futuri, i Vanir invitano gli ascoltatori a immergersi in racconti di caduta e trionfo, di vite perdute e vittorie conquistate. Il melodic death metal: un portale aperto su nuovi mondi Per chi appartiene a una certa generazione, il melodic death metal ha aperto un portale musicale magico. Nato principalmente in Svezia, ha condotto una moltitudine di ascoltatori in tutto il mondo verso nuovi orizzonti. Altre porte, forgiate dal metal, si aprivano nello stesso periodo e continuano ad aprirsi, ma grazie a gruppi come loro, questa è rimasta spalancata.

I Vanir esplorano musicalmente altri mondi (spesso mitici) dal 2010, con una discografia ricca di sette album e un ottavo — Wyrd — in uscita per Mighty Music. Secondo l’etichetta, «il disco ruota attorno al tema senza tempo del destino – intessuto dalla guerra, dalle scelte dell’umanità e dalle conseguenze che hanno plasmato il nostro mondo», invitando l’ascoltatore a racconti di rovina e trionfo, di vite perdute e vittorie conquistate. La lotta dell’umanità e l’interesse per la storia. Nel loro nuovo album, i Vanir non hanno abbandonato il loro interesse di lunga data per i miti, ma attingono anche a fatti storici per sviluppare il tema della lotta dell’umanità contro il potere e il destino, nonché i conflitti eterni per la sopravvivenza e il dominio. La copertina dell’album e il singolo di punta «Never Surrender» testimoniano questo interesse storico.

l’album è stato mixato e masterizzato presso la Demigod Recordings, per una produzione che offre riff incisivi ed epici. Tra i brani più emblematici figura «Boudica», che sembra che Netflix abbia integrato nel proprio portale, facendo rivivere le gesta di questa eroina africana che combatté i Romani e divenne una figura mitica.«Da Lammet Brød det 6. Segl» si apre con un’introduzione narrativa, immergendo l’ascoltatore in atmosfere cupe ed epiche. La copertina dell’album, presenta un’illustrazione epica realizzata dall’artista David Troest, che raffigura un guerriero vichingo a cavallo, armato di spada e scudo, in un’atmosfera cupa e bellicosa che riflette perfettamente lo stile melodic death metal dei Vanir.

Un disco questo Wyrd che vi farà fare un viaggio tra le nove canzoni che raccontano altrettante vicende storiche quasi fosse una sorta di serie televisiva.

Stefano Bonelli

TRACKLIST:

Against The Storm
Never Surrender
Braavalla
Boudica
Da Lammet Brød det 6. Segl
Helgrinidir
Mod & Ære
De Forbandede År
Nine

LINEUP:

Martin Drageholm – vocals
Kirk Backarach – guitars
Lasse Heiberg – guitars
Mikael Christensen – bass
Jon Elmquist Schmidt – drums
Stefan Dujardin - keyboards