Raibard

Postscript

“Postscript”è il terzo lavoro in studio dei Raibard e appartiene a una categoria di album molto particolare, quella dei dischi che si fanno ascoltare nel silenzio, che non cercano di riempire lo spazio ma di dialogare con esso.

In un panorama musicale sempre più orientato alla velocità, alla superficie, alla saturazione continua di stimoli, il trio di Boston sceglie deliberatamente un’altra strada.“Postscript” è un album che non insegue il tempo, lo osserva, lo mette in discussione, lo lascia sedimentare.Non è un caso che tutto inizi con “Time”, uno dei brani chiave anche per la diffusione radiofonica.La costruzione è quasi barocca, sostenuta da delay di chitarra che si rincorrono come riflessi in uno specchio, ciò che colpisce non è la tecnica, bensì l’intenzione, il tempo non è solo un tema, è una presenza concreta all’interno del brano.I Raibard non lo raccontano,lo mettono in scena.

 

La title track “Postscript” rappresenta uno dei momenti più riusciti dell’album, emerge chiaramente la tensione tra espressione e trattenimento, il brano sembra voler dire qualcosa che non riesce completamente a emergere e proprio in questa sospensione trova la sua forza.Con “Still Your Name”, arricchita dalle tastiere di Jeff Kolter, il discorso si fa ancora più interiore, è una canzone che lavora sulla memoria, sulla persistenza delle identità, su ciò che resta anche quando tutto sembra dissolversi,l’arrangiamento crea uno spazio quasi etereo, dove il tempo si dilata.

Path of Day” riporta invece il disco su un piano più concreto, una riflessione sulla routine quotidiana, sul lavoro, sul bisogno di trovare un senso dentro schemi ripetitivi, l’energia acustica del brano introduce una tensione più diretta, ma mai aggressiva.Poi c’è “Moment’s Pride”, uno dei passaggi più significativi del lavoro,è sicuramente l’introduzione di violino ,suonato dallo stesso Daniel Gil ,questo apre una dimensione nuova, quasi cameristica, che rafforza il messaggio del brano, una richiesta di empatia in un contesto sempre più frammentato.Questo è un lavoro che richiede tempo, attenzione, disponibilità all’ascolto, ma per chi è disposto a concederglieli, restituisce qualcosa di raro… una sensazione di presenza, di contatto reale con la musica.

I Raibard non stanno cercando di definire un genere,stanno cercando di restituire un’esperienza e in un mondo sempre più mediato, filtrato, accelerato, questo è forse il gesto più radicale che una band possa fare.

Lubranomic

 

TRACK LIST:

Time
Postscript
Still Your Name
Path of Day
Steppin’ & Trippin’
Forest Queen
End of Summer
Moment’s Pride
Unbroken Soul
Scoobedy Bop (Did Someone Say Something?)

LINEUP:

Daniel Gil – guitars/vocals,
Phil MacKay – drums/percussion
Greg Dellaria – bass/guitar