MORTIIS
Ghosts of Europa
Con “Ghosts of Europa”, l’enigmatica figura artistica norvegese nota come MORTIIS presenta un album che considera una liberazione creativa. Nel corso del suo lungo e tortuoso processo creativo, concetti quali il genere, le regole o la sperimentazione sonora sono svaniti, mentre il principio guida è diventato semplicemente quello di comporre musica che riflettesse ogni idea immaginabile nella sua mente, senza accettare alcun limite.
Naturalmente, lo stile musicale di MORTIIS è sempre ben presente. In “Ghosts of Europa” si possono cogliere echi delle fasi spesso molto diverse tra loro dei suoi lavori precedenti. Eppure, il creatore di mondi musicali non ha lasciato praticamente nulla di intentato nella sua epica ricerca di modi di espressione genuinamente nuovi. Di conseguenza, questo album cinematografico e visionario appare spesso vasto, strano e oscuramente distopico. In questo, “Ghosts of Europa” riflette le difficoltà del suo autore durante la creazione dell’album – poiché per lui queste tendono a nascere a costo di amicizie e relazioni, oltre che di un’intensa ricerca interiore.
“Ghosts of Europa” è stato in parte plasmato dall’idea originale che prevedeva una collaborazione tra MORTIIS e Stephan Groth degli APOPTYGMA BERZERK, nata dal loro comune interesse per la influente vecchia scuola tedesca di musica elettronica, in particolare i TANGERINE DREAM e Klaus Schulze. Quando il progetto è fallito, MORTIIS ha deciso di proseguire da solo, dando inizio a un lungo processo di trasformazione dei primi materiali registrati.
Di questa fase iniziale rimangono tracce delle influenze berlinesi e una serie di collaborazioni con artisti ospiti, ma le visioni di paesaggi alieni, cupi, desolati e senza tempo hanno stravolto e trasformato le canzoni. Questo ha portato “Ghosts of Europa” anche in spazi dove MORTIIS non era mai esistito prima.Per rendere giustizia sia all’orientamento generale dell’album verso il rock elettronico e industriale, sia alla gamma particolarmente ampia di influenze stilistiche che vanno oltre il suo nucleo centrale, la scelta del tecnico del suono è ricaduta su uno dei più rinomati specialisti proprio in questo tipo di esperienze sonore: fortunatamente, Sean Beavan ha accettato di occuparsi del missaggio di “Ghosts of Europa”. Tra i suoi crediti figurano collaborazioni con NINE INCH NAILS, DEPECHE MODE, SYSTEM OF A DOWN, GUNS N’ ROSES e SLAYER, oltre a molti altri grandi nomi.
All’inizio dell’esperienza artistica di MORTIIS c’era il black metal. L’artista Håvard Ellefsen, noto con il nome d’arte MORTIIS, ha mosso i primi passi come bassista durante la formazione della leggendaria band norvegese EMPEROR, tra il 1991 e il 1992. Dopo essersi separato da questi pionieri del black metal, MORTIIS intraprese una carriera solista, la cosiddetta “Era I”. Dal 1993 al 1999, l’artista norvegese ha pubblicato sei album completi interamente composti con sintetizzatori, considerati un’influenza fondamentale sul successivo genere Dungeon Synth.
Nei decenni successivi, MORTIIS si è evoluto e ha ridefinito il proprio sound attraversando diverse fasi che hanno abbracciato il rock sperimentale e heavy industrial, una nuova ondata di influenze gotiche ed elettroniche, lavori sperimentali in studio e un ritorno alle proprie radici. Per gran parte della sua carriera MORTIIS si è esibito indossando una maschera e una protesi facciale che trasformavano il suo personaggio scenico in un essere ultraterreno. Nel corso degli anni, il suo aspetto è cambiato e si è evoluto. Per un certo periodo durante l’“Era 0”, il suo concept dal vivo ha addirittura abbandonato l’uso dell’iconica maschera. L’entità scenica di MORTIIS è stata spesso paragonata a un troll – una creatura del folklore nordico, cosa che secondo l’artista non è mai stata intenzionale.
“Ghosts of Europa” è la testimonianza sonora di un musicista esperto e maturo, che ha creato ciò che ama di più e sa fare meglio: rock elettronico con influenze stilistiche provenienti da molti generi, senza però essere vincolato da nessuno di essi, dando vita a paesaggi sonori cupi, visioni sonore cinematografiche e una miriade di emozioni. Proprio quando pensi di aver finalmente capito “Ghosts of Europa”, MORTIIS ti sorprenderà con un altro sfaccettato e nuovo aspetto del suo capolavoro ricco di dettagli.
TRACKLIST:
Ghosts of Europa
Return to the Old Fields
The Faith That Fades Away
Violent Silence
Transcending Morpheus
Tundra
Heart Of Hell
Tribes Of Dystopia (Edit)
Farewell Romero
Line-up
Håvard “Mortiis” Ellefsen – vocals, keyboards, vocoder, bass guitar, programming
Guest musicians
Benedicte Computorgirl (COMPUTORGIRL) – vocals on track 4
Christopher Amott (ARCH ENEMY et al.) – guitar solo on track 7
Christopher Rakkestad (ELVARHØI, BOLVERK) – vocals on track 1-6
Emil Nikolaisen (SERENA MANEESH, BRIAN JONESTOWN MASSACRE et al.) – fuzz & noise guitars & additional FX on track 3 & 4
Iliana Basileios Tsakiraki (ENEMY OF REALITY, SEPTICFLESH et al.) – vocals on tracks 1, 2, & 5
Laurie Ann Haus (BLIZZARD GAMES) – vocals on track 1, 2, 5 & 7
Matthew Setzer (SKINNY PUPPY, LONDON AFTER MDNIGHT) – throat singing on track 7
Michal Kielbasa (BLACK MAGIC RITES et al.) – tubular bell & vibraphone on track 2, tubular bell on track 6 & tabla loops, additional synths & FX on track 7
Sarah Jezebel Deva (THE KOVENANT, CRADLE OF FILTH et al.) – vocals on tracks 1-3, 5 & 6
Thomas Bolverk (RAGNAROK, BOLVERK) – distortion, clean & sampled guitars on track 6
Thorsten Quaeschning (TANGERINE DREAM) – additional synths & sequencers on track 1
Vegard Blomberg (MOCK) – e-bow & guitars on track 2, additional Copicat, Space Echo, fuzz & e-bow guitars) on track 4, Copicat, Space Echo & fuzz guitars on track 4, fuzz guitars on track 6, fuzz & ambient guitars on track & guitars on track 8
Erling Blomberg – additional guitars on track 8





