Monstrosity
Screams From Beneath The Surface
Screams from Beneath the Surface conferma i Monstrosity come una band tecnicamente impeccabile, ma purtroppo anche come una realtà che ormai raramente sorprende. L’album è solido, pieno di riff taglienti, batteria precisa e assoli curati, dimostrando che i veterani del death metal sanno ancora come costruire pezzi ben strutturati e suonati con mestiere. La produzione è pulita e chiara, valorizzando ogni strumento, e l’alternanza tra momenti più tirati e aperture melodiche aggiunge varietà senza stravolgere il loro stile.
Tuttavia, il disco paga un prezzo alla sicurezza: manca quell’urgenza e cattiveria che un tempo rendevano Monstrosity un nome imprescindibile nel panorama death metal. Molti brani scorrono bene, ma pochi restano impressi dopo l’ascolto; le idee ci sono, ma raramente spingono davvero oltre, e la pulizia della produzione smussa parte della potenza che il genere richiede. È un lavoro professionale, ma a volte fin troppo controllato, quasi accademico, che conferma la competenza della band senza davvero lasciare il segno.
Il concept musicale è coerente, con momenti epici e atmosfere varie che tentano di dare respiro all’album, ma la sensazione generale è quella di una band che sa esattamente cosa fare, senza voler rischiare. In un genere dove l’impatto e l’urgenza sono fondamentali, questo approccio rende Screams from Beneath the Surface un ascolto sicuro e piacevole, ma mai memorabile.
In sintesi, l’album funziona, mostra la maestria tecnica dei Monstrosity e contiene buoni momenti, ma soffre di una certa mancanza di personalità e di colpi di scena. È un disco da conferma più che da rivoluzione: piacerà agli amanti del death metal classico ben fatto, ma difficilmente sarà ricordato come un capolavoro. Solido, competente, ma poco devastante.
Drakul 218





