Exodus

Goliath

Goliath degli Exodus, pubblicato nel 2026 per Napalm Records, è un lavoro che conferma in pieno l’identità della band e, pur mettendone in luce limiti ormai evidenti, riesce comunque a offrire diversi elementi positivi che ne giustificano l’ascolto.

Il disco si muove su coordinate estremamente classiche, con riff serrati, ritmiche incalzanti e una produzione moderna molto potente che, se da un lato sacrifica parte della ruvidità old school, dall’altro garantisce un impatto sonoro pieno, definito e decisamente efficace, soprattutto ad alto volume. Il ritorno di Rob Dukes rappresenta uno dei punti di forza principali: la sua interpretazione è feroce, diretta e perfettamente in linea con l’anima più aggressiva della band, anche se a lungo andare tende a risultare poco varia.

Dal punto di vista strumentale, il lavoro di Gary Holt resta una garanzia, con riff solidi e immediatamente riconoscibili che tengono in piedi l’intero album e dimostrano come la band abbia ancora grande mestiere e coesione. Tra i brani più riusciti spiccano “Goliath”, “Beyond the Pale” e “Iron Dominion”, che riescono a concentrare energia, groove e una scrittura più compatta, risultando i momenti più incisivi e memorabili del disco; al contrario, tracce come “Collateral Damage”, “Echoes of the Void” e “March of the Damned” evidenziano i limiti principali del lavoro, con strutture troppo dilatate e una certa ripetitività che ne riduce l’impatto. Proprio la tendenza ad allungare i brani oltre il necessario è il difetto più evidente, perché porta a sezioni ridondanti che spezzano il ritmo e danno una sensazione di déjà-vu, rendendo l’ascolto meno coinvolgente nel lungo periodo.

Nonostante questo, Goliath funziona bene quando punta sull’immediatezza e sulla violenza pura, mostrando una band ancora tecnicamente in forma e capace di suonare con convinzione e potenza, anche se meno ispirata rispetto al passato. In definitiva, è un disco solido, energico e coerente, che offre diversi momenti validi e soddisferà i fan del thrash più tradizionale, ma che difficilmente verrà ricordato come uno dei capitoli più importanti della discografia degli Exodus, restando più un buon consolidamento che un vero passo avanti.

Drakul 218

 TRACKLIST:
3111
Hostis Humani Generis
The Changing Me
Promise You This
Goliath
Beyond The Event Horizon
2 Minutes Hate
Violence Works
Summon Of The God Unknown
The Dirtiest Of The Dozen

LINEUP:

Tom Hunting – drums /vocals
Gary Holt – guitars
Jack Gibson – bass
Lee Altus – guitars
Rob Dukes – vocals