HEAVEN SHALL BURN + THE HALO EFFECT + THE BLACK DAHLIA MURDER + FROZEN SOUL

@ Live Music Club Trezzo sull’Adda (MI)
Articolo a cura di Giacomo Cerutti

Dopo l’esibizione di supporto ai Trivium nel 2023, i portentosi HEAVEN SHALL BURN fanno ritorno da headliner, per un’unica al Live Music Club di Trezzo sull’Adda data targata MC2 Live, facente parte del “Heimat Over Europe 2026” in promozione al nuovo decimo disco Heimat pubblicato l’anno scorso.

Ad accompagnarli in questo viaggio delle band di tutto rispetto, i formidabili THE HALO EFFECT forti della pubblicazione del secondo disco March of the Unheard, i temibili THE BLACK DAHLIA MURDER ed infine i deathster FROZEN SOUL pronti a scaldare il pubblico.

FROZEN SOUL

I primi ad esibirsi sono i FROZEN SOUL, a maggio pubblicheranno il terzo disco No Place Of Warmth, stasera coglieranno l’occasione per darne un assaggio, quando prendono posizione è presente poca gente ma l’accoglienza è calorosa, e, viene ricambiata con Encased in Ice. Dal futuro disco eseguono Absolute Zero, Chaos Will Reign, Invoke War e la titletrack, dando poi spazio ai due dischi precedenti, urtando il pubblico con un death metal old school, dove riff spietati viaggiano paralleli a ruvide linee di basso, sostenuti da una potente batteria, e, il profondo growl del frontman il quale incita circle pit e wall of death.

Tenaci e diretti procedono ottenendo una buona risposta, gli applausi non sono mai mancati dal pubblico nel frattempo aumentato, con Crypt of Ice gli statunitensi concludono una performance breve ma intensa, assolvendo degnamente l’arduo compito di aprire la serata, spianando la strada alle band successive.

SETLIST:

Encased in Ice
Absolute Zero
Chaos Will Reign
Morbid Effigy
No Place of WarmthArse
nal of War
Invoke War
Crypt of Ice

Line-up:

Chad Green – voice
Michael Munday – guitar
Chris Bonner – guitar
Samatha Mobley – bass
Matt Dennard – drums

Sempre dagli Stati Uniti ecco sopraggiungere i THE BLACK DAHLIA MURDER, sulla breccia dal 2001 sulla scena melodic death metal, detengono una buona schiera di fans le cui urla sono spezzate da What a Horrible Night to Have a Curse, il primo di una serie di bastonate in faccia. Mitragliate di riff, sferzate di assoli e giri di basso schiaccianti, formano una sezione ritmica devastante, potenziata da martellanti piatti e pelli, peccato che il suono risulta impastato e sovrasta il growl maligno di Brian Eschbach, entrato nella band dopo la morte di Trevor Strnad avvenuta nel 2022.

La band negli anni ha cambiato vari componenti, ma la loro coesione è rimasta intatta e tengono il palco con grande energia, coinvolgendo il discreto pubblico sempre attivo nel moshpit, avendo alle spalle dieci dischi tralasciano la parte centrale della discografia, proponendo canzoni dai primi lavori come A Vulgar Picture e Everything Went Black, mentre dai più recenti Kings of the Nightworld e dall’ultimo decimo disco Servitude, traggono brani come Aftermath, Cursed Creator e Utopia Black.

Con quest’ultima chiudono il set, senza dubbio hanno difeso al meglio la loro posizione, alzando di livello la serata ed esaltando il pubblico, che li ripaga con meritate urla ed applausi.

SETLIST:

What a Horrible Night to Have a Curse
Kings of the Nightworld
Aftermath
A Vulgar Picture
Mammoth’s Hand
Cursed Creator
Nightbringers
Everything Went Black
Utopia Black

LINEUP:

Brian Eschbach – voice
Ryan Knight – guitar
Wes Hauc – guitar (live)
Maz Lavelle – bass
Alan Cassidy – drums

THE HALO EFFECT

Siamo giunti alla penultima band della serata, un super gruppo formato da artisti che non hanno bisogno di presentazioni, i musicisti hanno militato per anni negli In Flames, e, alla voce abbiamo il frontman dei Dark Tranquillity, il progetto è nato nel 2029 per volere del chitarrista Niclas Engelin. Preceduti dell’intro This Curse of Silence, ecco i THE HALO EFFECT accolti da un rumoroso benvenuto, senza indugi partono con March of the Unheard, impartendo una lezione di puro svedish melodic death metal, i maestri del genere colpiscono diretti con il loro inconfondibile sound.

Riff dirompenti e assoli sia graffianti sia leggeri, danno vita ad un perfetto equilibrio tra pesantezza e melodia, alternando tempistiche che variano da leggere a ben sostenute ad infuocate, il tutto ben amalgamato da massicce linee di basso, ed accompagnato da un preciso e calibrato lavoro di batteria, che varia di potenza in base all’andamento delle canzoni.

A completare l’opera subentra Mikael Stanne con il suo poderoso growl grattato alternato a voce pulita e calda, sul palco regna una forte sinergia e con carisma coinvolgono l’audience, rendendolo partecipe con cori ed applausi a tempo, e, ovviamente il moshpit non manca mai.

Le canzoni proposte sono tratte in egual misura dai dischi Days of The Lost (2022) e March of the Unheard (2025), che riscuotono gran successo sino al brano finale Shadowminds, da questi mostri sacri non potevamo aspettarci che una formidabile performance, ricoperti di applausi salutano e si ritirano vittoriosi, lasciando il palco ai tanto attesi headliner.

SETLIST;

This Curse of Silence (intro)
March of the Unheard
Feel What I Believe
The Needless End
Detonate
Become Surrender
Gateways
Our Channel to the Darkness
Between Directions
A Truth Worth Lying For
Shadowminds

Line-up:

Mikael Stanne – voice
Niclas Engelin – guitar
Patrik Gensen – guitar (live)
Peter Iwers – bass
Daniel Svenssons – drums

Dopo queste tre esibizioni di forte magnitudo, i fans non aspettano altro che scatenarsi con i loro idoli, le luci si spengono e parte l’intro Ad Arma, rimbombano urla mentre gli HEAVEN SHALL BURN fanno il loro ingresso, dopodiché fanno esplodere il locale sulle note di War Is the Father of All, tratta dal nuovo decimo disco Heimat pubblicato l’anno scorso.

Improvvisamente una tonnellata di decibel si abbatte sulla platea, da questo momento la violenza sonora raggiungerà l’apice, a dettare legge sono gli alfieri del death/metalcore tedesco, nell’insieme formano un’inarrestabile macchina da guerra, che bombarda la platea con canzoni tratte da quasi tutta la discografia. Le sezioni ritmiche esplodono come scariche di dinamite, i giri di basso causano spostamenti d’aria, la batteria è una tormenta di piatti e pelli senza sosta,in mezzo a tale violenza non mancano le venature melodiche, infine il growl del frontman contro i nostri timpani ha lo stesso attrito delle carta vetrata.

Inutile dire che i fans vanno in delirio, e, prontamente rispondono ad ogni richiesta di circle pit e wall of death, Voice of the Voiceless, Counterweight, Endzeit e The Martyrs’ Blood, sono tra i tanti cavalli di battaglia proposti, oltre ai brani nuovi come My Revocation of Compliance e Confounder, decisamente acclamati.

Con Thoughts and Prayers terminano la prima parte dello show, ma presto tornano dagli insaziabili fans, con la doppietta Godiva e A Whisper From Above, per un finale da far tremare le pareti, sommersi da urla ed applausi i tedeschi possono degnamente congedarsi, per il granitico show che pienamente soddisfatto ogni singolo spettatore dall’inizio alla fine, ringraziamo la MC2 Live e al Live Music Club per aver organizzato questo straordinario evento. Alla prossima!

SETLIST:

Ad Arma (Intro)
War Is the Father of All
Voice of the Voiceless
My Revocation of Compliance
Counterweight
Armia
Confounder
Endzeit
Black Tears (Edge of Insanity cover)
Übermacht
The Martyrs’ Blood
Thoughts and Prayers

ENCORE
Godiva
A Whisper From Above

LINEUP:

Marcus Bischoff – voice
Maik Weichert – guitar
Alexander Dietz – guitar
Eric Bischoff – bass
Christian Bass – drums