AVATAR + ALIEN WEAPONRY + WITCH CLUB SATAN

@ Alcatraz (MI) 03/03/2026
Articolo a cura di Giacomo Cerutti

Per tutti gli amanti dell’alternative metal mescolato con il gusto pittoresco del mondo freak, la MC2 Live ha riportato all’Alcatraz di Milano i fenomenali AVATAR, capitanati dallo stravagante Johannes Eckerström, impegnati a promuovere il nuovo decimo disco Don’t Go In The Forest, pubblicato l’anno scorso.

Gli svedesi sono preceduti da due special guest, direttamente dalla Nuova Zelanda gli ALIEN WEAPONRY, mentre dalla Norvegia la female band WITCH CLUB SATAN, pronti a scaldare il pubblico in questa serata che si prospetta ad alto voltaggio.

WITCH CLUB SATAN

Sempre combattendo contro il tragitto e il traffico milanese, fortunatamente risco ad arrivare a metà esibizione delle WITCH CLUB SATAN, trio femminile nato nel 2021 con all’attivo l’omonimo debut album pubblicato nel 2024, con loro la serata inizia con l’oscurità del black metal. Mescolano esoterismo e trasgressione, suonando seminude con parrucche dai lunghi capelli neri e face painting, riff di chitarra e linee di basso super distorte regnano incontrastate, sostenute da una martellante batteria, tutte le componenti contribuiscono alle parti vocali, sfoderando uno screaming che sfregia i timpani.

Mantengono una presenza scenica inquietante, sembrano tre possedute uscite da un film horror, nonostante la diversità del genere proposto rispetto all’headliner, il pubblico numeroso dimostra il proprio calore applaudendo ad ogni canzone, sino alla conclusiva Solace Sisters singolo del 2022. Con un set breve ma intenso, le streghe norvegesi hanno riscosso un discreto successo, essendo la loro prima volta in Italia direi che come battesimo è andato bene, dimostrandosi una buona rampa di lancio per la serata, preparando il terreno per la band successiva. 

SETLIST:

I Was Made By Fire
Black Metal is Krig
Salvation
Mother Sea
Fresh Blood, Fresh Pussy
Solace Sisters

LINE-UP:

Nikoline Spjelkavik – guitar/voice
Victoria F. S. Røising – bass/voice
Johanna Holt Kleive – drums/voice

Dalla Norvegia si passa alla Nuova Zelanda per accogliere il secondo trio della serata, nati nel 2010 a Aukland è il momento degli ALIEN WEAPONRY, il batterista entra per primo coinvolgendo l’audience in un rito māori, dopodiché raggiuto dai compagni partono diretti con Rū Ana Te Whenua. Il genere proposto è una sorta di groove/NU metal, determinato da potenti riff dalle tempistiche volubili, massicci giri di basso e ed una scalpitante batteria, inoltre hanno la particolarità di cantare quasi tutte le canzoni il lingua māori, inserendo nel sound anche delle influenze tribali.

Come la band precedente ognuno di loro contribuisce alle parti vocali, cantando sia in growl che in pulito coinvolgendo energicamente il pubblico, incitando circle pit e sul finale la wall of death, mentre il moshpit è spontaneo. Con poche canzoni tratte dal primo disco e il nuovo Te Rā uscito l’anno scorso, senza dubbio conquistano il pubblico che li ha sempre acclamati sino a Kai Tangata, con la quale terminano un’esibizione di alto livello, raccogliendo generosi applausi possono congedarsi a testa alta, lasciando il palco ai tanto attesi headliner.

SETLIST:

Rū Ana Te Whenua
Te Riri o Tāwhirimātea
Mau Moko
Taniwha
Kai Tangata

LINE-UP:

Lewis de Jong – voice-/guitar
Tūranga Morgan-Edmonds bass/voice
Henry de Jong – Drums/voice

 L’Alcatraz è ormai colmo e si notano molti fans che emulano il cantante, durante il cambio palco si sollevano cori d’incitamento, ad un tratto le luci si spengono e parte come intro il sottofondo di un temporale, un’atmosfera tetra con nebbia e luci blu alleggia sul palco, finalmente l’attesa finisce quando Johannes entra incappucciato con una lanterna. Raggiunto dai compagni ecco gli AVATAR al completo, le urla concitate si placano sulle note di Captain Goat, passando poi alla martellante Silence in the Age of Apes, e, alla coinvolgente The Eagle Has Landed dove tutti ondeggiano le braccia sul ritornello.

Con il procedere dell’esibizione l’entusiasmo sarà sempre in crescita, grazie alla loro invidiabile tenuta di palco dove ogni componente è il tassello di un mosaico, ogni cosa dalle pause per i monologhi del frontman, ai cambi d’abito in base alle canzoni è perfettamente studiata, il pubblico passa dal moshpit ai canti in cori dando il massimo del supporto. Dal nuovo disco Don’t Go In The Forest, suonano In the Airwaves, Death and Glitz e altre, molto apprezzate come ovviamente i classici come Bloody Angel, Colossus, The Dirt I’m Buried In e Let It Burn, in un susseguirsi di ritmiche variabili da esplosive a ben sostenute a melodiche,

SETLIST:

Captain Goat x
Silence in the Age of Apes 8
The Eagle Has Landed 6
In the Airwaves x
Bloody Angel 5
Death and Glitz x
Blod 4
The Dirt I’m Buried In 9
Colossus 8
Torn Apart 4
Bella ciao / Sarà perché ti amo (Johannes al piano canta la folla)
Howling At The Waves x
Glory To Our King (Intro)
Legend Of The King 7
Let It Burn 4
Tonight We Must Be Warriors x

ENCORE:

Don’t Go In The Forest x
Smells Like A Freakshow 4
Hail The Apocalypse 5

LINE-UP:

Johannes Eckerström – voice
Jonas Kungen Jarlsby – guitar
Tim Öhrström – guitar
Henrik Sandelin – bass
John Alfredsson – batteria