Rob Zombie

The Great Satan

Con “The Great Satan”, Rob Zombie non si limita a pubblicare un nuovo disco ma riafferma la propria identità.Dopo quattro anni dall’uscita di “The Lunar Injection Kool Aid Eclipse Conspiracy”,che nel 2021 debuttò al #9 della Billboard 200, segnando il settimo ingresso consecutivo in Top 10 della sua carriera solista

, Rob Zombie torna con un lavoro che sembra voler chiudere il cerchio e riaprire l’inferno.In un’epoca in cui molte icone cercano di reinventarsi per restare rilevanti, Zombie sceglie l’opposto, tornare al proprio DNA e lo fa con un suono che richiama direttamente l’eredità di “Hellbilly Deluxe”, l’album che lo consacrò come solista dopo l’esperienza con i White Zombie.Il nuovo album riporta Rob Zombie alle sue radici ,con  meno psichedelia dispersiva, più immediatezza.Le chitarre tornano centrali, ribassate e fuzzate, i beat industrial sono secchi e aggressivi, i campionamenti cinematografici tornano a fare da collante tra le tracce.

Il risultato è un disco compatto, diretto, quasi da live set.Il disco apre con un trittico al fulmicotone;”F.T.W.84”,”Tarantula” e “I’m a Rock n Roller”,brani che travolgono tutto e tutti con la voce graffiata e violenta di Rob Zombie a fare da guida in questa discesa vertiginosa negli inferi.Il primo singolo è affidato a “Punks & Demons”,un’apertura brutale e frenetica,con un ritmo serrato, riff incisivo e refrain quasi da slogan.Questo brano è sicuramente il manifesto ideologico del disco,con espressioni di ribellione e un iconografia infernale.

A mio avviso “Heathen Days” è uno dei brani più belli del disco,un mid-tempo ossessivo, costruito su un groove ipnotico che cattura facilmente l’attenzione dell’ascoltatore.Il titolo “The Great Satan” richiama simbolismi religiosi e culturali, ma Zombie non è mai letterale,è un’estetica più che un manifesto,una provocazione visiva e sonora, ironia nera e citazionismo.Onestamente penso che “The Great Satan” è un ritorno all’essenza,un disco che riafferma l’identità di Rob Zombie come performer, storyteller e provocatore.

Chi si aspetta un’evoluzione radicale potrebbe restare spiazzato,al contrario,chi vuole Rob Zombie al massimo della sua iconografia troverà esattamente ciò che cerca.

Dopo oltre trent’anni di carriera, tra dischi multi-platino e film cult, Zombie non ha bisogno di reinventarsi.Deve solo accendere il motore…e quando lo fa, l’inferno suona ancora sorprendentemente vivo.

 Lubranomic

TRACKLIST:

F.T.W. 84
Tarantula
(I’m a) Rock ‘N’ Roller
Heathen Days
Who Am I
Black Rat Coffin
Sir Lord Acid Wolfman
Punks And Demons
The Devilman
Out of Sight
Revolution Motherfuckers
Welcome To The Electric Age
The Black Scorpion
Unclean Animals
Grave Discontent