INTERVISTA CON I DVM SPIRO PER IL NUOVO DISCO GRAVE
ARTICOLO A CURA DI DRAKUL218
1) Cari ragazzi, parliamo un po’ del nuovo “MMXXVI – Grave”. Come è nato e come si è concluso?
R: MMXXVI – Grave è nato dall’esigenza di dare una forma definitiva al nostro senso di isolamento e alla nostra visione dell’arcano. La sua gestazione è stata un processo di scavo interiore, iniziato subito dopo il precedente lavoro. Si è concluso quando abbiamo sentito che il “muro di suono” e le trame classiche avevano raggiunto quel perfetto equilibrio tra solennità e disperazione. È un disco che non è stato semplicemente registrato, ma quasi “celebrato” fino alla sua chiusura definitiva in studio.
2) Ci sono voluti molti anni prima di un vostro ritorno discografico, come mai?
R: Il tempo, per i DVM SPIRO, non è un nemico ma uno strumento. Non ci interessa la frenesia del mercato moderno che impone un’uscita all’anno. Abbiamo bisogno di vivere, osservare e accumulare abbastanza silenzio prima di poterlo rompere con la nostra musica. Questi anni sono serviti per far maturare le composizioni e per permettere agli arrangiamenti classici di integrarsi organicamente con l’anima Doom del progetto. La qualità del messaggio richiede un’attesa necessaria.
3) Come definireste il vostro genere a chi ancora non vi conosce?
R: Lo definiamo “Dark and Arcane Doom Metal”. Immaginate la pesantezza ancestrale del Doom fusa con la raffinatezza dolente della musica da camera e dei canti liturgici. È un genere che non cerca l’intrattenimento, ma la contemplazione; è musica per funerali dell’anima, dove il metal incontra il barocco e il neoclassicismo.
4) Quali pensate siano le differenze tra il primo album e questo secondo?
R: Se In Frigidvm Lectvm era il freddo risveglio di una coscienza, Grave è la sua definitiva discesa. Questo secondo album è più complesso, orchestrale e narrativo. Abbiamo espanso l’uso degli strumenti classici, rendendoli protagonisti al pari delle chitarre. La produzione è più profonda e le strutture dei brani si sono fatte più dilatate, quasi operistiche. È un lavoro più maturo e, se possibile, ancora più privo di compromessi.
5) Parlateci un po’ del processo compositivo, come nasce di solito un brano dei Dvm Spiro?
R: Il processo è quasi sempre guidato da un’immagine o da un sentimento di perdita. Spesso tutto parte da un tema di pianoforte o da una linea di chitarra che detta il “colore” del brano. Su quella base, io, Max e Valeria costruiamo le stratificazioni: le chitarre, gli stumenti cleasici, e quello elettronico/virtuali, aggiungono la densità materica, mentre le voci definiscono la narrazione emotiva. Non scriviamo “canzoni”, costruiamo architetture sonore che devono reggere il peso del concept che vogliamo esprimere.
6) In Italia e non solo ormai i dischi si fanno in una stanza dove ci sia tutto l’occorrente. In che modo realizzate i vostri lavori?
R: Pur sfruttando le possibilità tecnologiche odierne, cerchiamo di mantenere un approccio “reale”. Per noi è fondamentale che gli strumenti acustici e le voci abbiano una spazialità vera. Non vogliamo un suono di plastica. Anche se parte del lavoro avviene nei nostri studi privati, la fase finale è sempre volta a preservare la dinamica e il calore (o il gelo) degli strumenti veri. La tecnologia deve servire l’atmosfera, non sostituirla.
7) Qual è il vostro approccio riguardo alle nuove tecnologie come ad esempio l’I.A.? È un mezzo che usereste magari per facilitarvi le cose oppure lo rifiutate a priori?
R: L’Intelligenza Artificiale è uno strumento potente, ma nella musica di DVM SPIRO il suo ruolo è inesistente. La nostra musica si basa sull’errore umano che cerchiamo comunque di limitare, sulla sofferenza autentica e sull’ispirazione che deriva dall’esperienza vissuta. L’I.A. può aiutare nella logica o in certi aspetti tecnici della produzione, ma non potrà mai sostituire il “pathos” o quella scintilla arcana che nasce solo da un cuore tormentato. Nella musica la rifiutiamo come sostituto della creatività, ma ad esempio abbiamo accettato di utilizzarla per il video di “Dissentimento”, ed il risultato non ci è dispiaciuto affatto. Ovviamente, anche per quello ci è voluto tanto apporto umano.
8) Ok, abbiamo terminato lo spazio a vostra disposizione. Dite ai vostri quali sono i prossimi programmi e fateci un saluto.
R: I programmi sono semplici: lasciare che MMXXVI – Grave compia il suo viaggio nelle menti di chi saprà ascoltarlo. Stiamo valutando alcune apparizioni live molto selezionate per i prossimi anni, dove l’aspetto cerimoniale sarà predominante. Grazie per lo spazio e per l’interesse.





