– USE YOUR ILLUSION-
Gilby Clarke live @ Teatro Flavio Roma 20/02/2026
Articolo a cura di Fabio Berserk Podeschi
Foto a cura di Lady “O” e Fabio Berserk Podeschi
“ Orfeo “ mitico musico tracio, ricevette da Apollo una lira (creata da Ermes) con cui ammaliava natura, bestie e sassi. Famoso per aver tentato di salvare la moglie Euridice dall’ Ade con la sua musica, la sua lira divenne poi la costellazione della Lira dopo la sua tragica morte”.
Come Orfeo nella mitologia Greca quest’uomo Gilby Clarke che prese il posto Di Izzy Stradlin dal tour di Use Your Illusion in poi nei Guns N Roses ci ammalia con il suono della sua chitarra e la sua voce calda che sa di Bourbon invecchiato bene. Lo show si svolge in una serata cupa e uggiosa, il tempo doveva essere buono invece piove per quasi tutta la giornata fino a tardo pomeriggio, sono tre mesi che Roma si è trasformata in una nuova Londra e non ci dà un attimo di respiro.
Il locale è atipico per uno show di questo robusto hard rock il Teatro Flavio , inizialmente doveva svolgersi al Crossroads di Bracciano ma il poco afflusso di prevendite ha fatto innescare questo cambio di Location. E’ un peccato perchè obiettivamente è un artista che merita e ne parleremo in questa sede in cui noi di Tempi Duri abbiamo potuto partecipare a questo evento per gentile concessione dell’organizzatore Federico Zuliani. Ma veniamo a noi…..
– WARDOGS-
Aprono la serata i Wardogs tribute band ufficiale dei Ramones formatasi a Treviso nel 2009, il loro stile non è una copia dell’originale ma bensì un’evoluzione mescolando influenze heavy di band quali Metallica e Motorhead, hanno collaborato con lo stesso Gilby Clarke per la stesura di un brano “Chinese Rock” e suonato con Marky Ramone unico membro della storica band subentrato dal 1978 al 1996 fino allo scioglimento.
La band suona per 45 minuti un punk sparato e diretto con tutti i classici famosi e non, del repertorio dei Ramones , la loro esibizione parte dopo un intro di Sergio Leone della pellicola per un pugno di dollari, ci propinano 19 brani saccheggiando l’intera discografia della punk band Americana. Punto di forza lo smilzo Cris vocalist della band scatenatissimo e mattatore e fulcro della loro esibizione e il bassista Paolo che oltre a saperci fare con le quattro corde si è cimentato anche alla voce come supporto al cantante. Sandro alle chitarre e Simone alla batteria hanno dato il loro, la gente si è abbastanza divertita anche se questo teatro per un’esibizione del genere l’ho visto un luogo molto atipico, si sono mossi con i loro brani più conosciuti come Pet Sematary,
Psychotherapy, Lobotomy, Do you Wanna Dance a Wonderful World . E c’è anche il brano scritto con Gilby Clarke, Chinese Rock con ritmiche molto Heavy. La loro esibizione è stata suggestiva e di contorno prima del gran finale della serata, che dire perciò prova live superata per me e anche per l’applauso incoraggiante del pubblico presente che ha sancito il loro spettacolo, promossi.
-SETLIST-
Intro
Tomorrow She Goes Away
Censorshit
Psycho Therapy
Rockaway Beach
Lobotomy
Oh Oh i love her so
Sheena
Commando
. 53 RD & 3 “RD”
. Shock Treatment GUITAR CHANGE
. Pet Sematary
. Chinese Rock
. Somebody Put Something GUITAR CHANGE
Do You Wanna Dance
Cretin Hop
Bonzo Goes To Bitburg
Wonderful World
Blitzkrieg Bop
-LINEUP-
Cris – vocals
Sandro – guitar
Paolo – bass
Simone – drums
-GILBY CLARKE-
Una breve pausa di una decina di minuti e si riprende con l’intro di Sergio Leone Per Un Pugno Di Dollari, entra in scena Clarke con una delle sue Gibson ne cambierà tre nell’arco del suo show. Sono in tre sul palco lui, Ej Curse al basso ed occasionalmente alla voce famoso bassista nel panorama dell’hair metal anni ottanta delle band quali Silent Rage, Doro Pesch e Coda con Paul Sabu, tiratissimo di aspetto e fisico, non dimostra minimamente i suoi anni e alla batteria Troy Patrick Farrell anche lui uomo di esperienza e mestierante, in band quali Angels In Vein, Mike Tramp’s White Lion e i misconosciuti Dragon pietra miliare dell’hair metal anni 90.
Lo show si svolge su coordinate di hard rock molto massiccio, il suono è roccioso, graffiante la sua Gibson come una bottiglia di liquore che rotola nel deserto dell’Arizona è questa l’apertura nei suoi cinque brani estrapolati, come i seguenti dalla sua discografia dei suoi cinque album più altri progetti, ma Gospel Of Truth è quella che rimane più in testa con il suo mood accattivante molto catchy. Monkey Chow da Slash and the Snake Pit come una donna serpente che ti si avvinghia, un brano adattissimo come colonna sonora di uno strip club in stile pellicole di Quentin Tarantino .
Under the Gun molto speed dove ci delizia con banning e solos, la batteria di Troy è come una locomotiva che non si ferma e robustezza e tecnicismi di EJ Curse alle quattro corde e pensare che sono solo in tre, riescono a creare un wall of sound come se fossero in sei. Warm Country Sun graffiante la sua chitarra e la sua voce come non mai blueseggiante, hard rock di ottima fattura. C’è una breve pausa Gilby si asciuga il sudore con la sua bandana e ci racconta di avere origini Italiane e ci mastica qualche parola nella nostra lingua madre, come il grazie ci dice spesso durante le pause a fine canzone in maniera genuina e sincera.
Un accenno di chitarra e si entra nel mondo delle Pistole e delle Rose con It’s So Easy in un’inedita versione molto heavy dal sound sporco e marcio, come il vento del sahara che ti sbatte in faccia in un sole rovente. Cure Me Or Kill Me , dal suo primo lavoro del 1994 con un mood di basso notevole che alterna bordate hard rock di rilievo. Si ritorna su territori dei Guns con Bad Obsession inconfondibile il suo sound con il cambio di Gibson di Gilby ne usa una con i stessi disegni di circolari di quella di Zack Wilde, mentre ci racconta storia di questa malata ossessione, sorseggia ogni tanto un bicchiere come EJ Curse. Tightwad dall’ultimo Gospel Of Truth, ordinaria ma decisa. C’è poi una pausa sentita, racconta del suo dispiacere e gli occhi gli diventano lucidi per la perdita dei suoi due amici nonché mentori il grande Ozzy Osbourne deceduto il 26 luglio del 2025 ed
Ace Frehley che ci ha lasciato il 16 ottobre del 2025, dedicando Knocking on Heavens Door a loro, che possano suonare insieme in paradiso con altri grandi della musica che sono con loro. Rnr Is Getting Louder che sembra uscita dalla penna di Lenny Kravitz del periodo di Are you
Gonna Go My Way e la cover dei Rolling Stones Dead Flowers, adattissima per il sound così bluesy, un brano country che ammorbidisce il momento per fare d’apertura a Patience soffuso classico dei Guns. Un brano che ci riporta ai primi periodi degli anni 90 quando non c’erano veramente pensieri ed eravamo tutti più sereni, senza social ed altre stupidaggini e menate, si viveva con naturalezza, alla ricerca di amori gioie ed avventure, quando bastava solo vedere un film abbracciati la sera per stare bene o ascoltare una canzone d’amore insieme al proprio amore….. notevole il solos di Gilby nella canzone ci riporta veramente ai storici live dei Guns .
Uno scroscio di applausi chiude il momento, prima dell’ultimo brano Tijuana Jail sempre dal suo primo lavoro del 1994 una bordata hard rock con un Troy alla batteria insieme a EJ Curse Ispiratissimo, ed una voce che accompagna le sue plettrate ritmate alla chitarra all’unisono molto catchy, questo brano che muovere la testa e scatena il pubblico presente dimostrando che il rock’n roll c’è ancora e non è morto anzi, è più vivo che mai.
Si chiude questo show ma rimane un pò per me l’amaro in bocca, non per la prova che è stata pregevole, ma per il dispiacere, con tutto il rispetto per il Teatro Flavio il sound si sentiva benissimo ed era tutto alla perfezione, ma forse artisti come loro meritava un pubblico ed una location più ampia, peccato che soprattutto in posti come Roma non si dia importanza a ad eventi di questo genere prediligendo altri per cui non ne vale la pena,ne è causa purtroppo la pochezza della cultura musicale delle persone. A fine show hanno dedicato tempo anche ai presenti rimasti, compreso il sottoscritto, per foto di rito ed autografi dimostrandosi disponibilissimi ad incontrare i fan. Per me una prova da manuale, per questo trio di artisti, oltre che per la loro bravura, ma anche per la squisita disponibilità con le persone presenti.





