Mayhem

Liturgy of Death

Con Liturgy of Death i Mayhem scelgono la via della continuità assoluta. Non c’è volontà di stupire né di ridefinire il proprio linguaggio: l’obiettivo è ribadire, con lucidità quasi dogmatica, cosa significhi oggi il loro black metal. Il risultato è un album compatto, ostile e privo di compromessi, che si sviluppa come un unico rituale funebre attraversato da nichilismo, misantropia e negazione di qualsiasi forma di catarsi.Dal punto di vista musicale, il disco si colloca nel solco aperto dalla fase post-Ordo ad Chao, ma con una struttura più controllata e meno caotica.

Le chitarre di Teloch e Ghul costruiscono un tessuto fatto di tremolo, dissonanze e aperture solenni, mentre la sezione ritmica di Necrobutcher e Hellhammer lavora più sulla profondità e sulla tensione che sull’impatto diretto. La produzione di Tore Stjerna garantisce un suono ampio e definito, lontano tanto dal lo-fi delle origini quanto dalle soluzioni più patinate del black metal moderno.

I brani scorrono come capitoli di una stessa liturgia: nessun vero picco, nessuna concessione melodica, ma una progressiva immersione in un clima opprimente e circolare. L’album rifiuta consapevolmente la dinamica classica di tensione e rilascio, preferendo un’andatura costante che può risultare ipnotica o estenuante, a seconda dell’ascoltatore.Determinante, ancora una volta, è la prova di Attila Csihar. La sua interpretazione è fredda, distante, quasi disumanizzata, meno teatrale rispetto al passato ma perfettamente integrata nell’estetica del disco. La voce non guida, non commenta: officiando il rito, diventa parte integrante dell’atmosfera.

In sintesi, Liturgy of Death è un lavoro coerente e radicale, che rafforza l’identità dei Mayhem senza espanderla. Un album monolitico, ideologicamente compatto e volutamente ostico, che non aggiunge una nuova svolta alla loro discografia, ma conferma — senza attenuazioni — la persistenza della loro visione.

Drakul 218

TRACKLIST:

Ephemeral Eternity
Despair
Weep for Nothing
Aeon’s End
Funeral of Existence
Realm of Endless Misery
Propitious Death
The Sentence of Absolution

LINEUP:

 Attila Csihar – vocals
Ghul – guitars
Hellhammer – drums
Necrobutcher – bass
Teloch guitars