Andrea Casale

A Nightwalk on a Sunny Road

Andrea Casale si conferma, con il suo secondo album “A Nightwalk on a Sunny Road“, un abile e sofisticato architetto di universi sonori. Nato a Taranto e trapiantato a Verona, Casale costruisce la sua musica su solide fondamenta progressive e art-pop, citando maestri come Peter Gabriel, Kate Bush e David Sylvian, ma senza mai scadere nella mera imitazione. Il risultato è un lavoro ricercato, cinematografico e profondamente introspettivo.

Il titolo stesso è una dichiarazione poetica “una passeggiata notturna su una strada soleggiata”. Questo ossimoro perfetto racchiude l’essenza dell’album: l’esplorazione della luce che si nasconde nel buio interiore e della malinconia che abita i momenti di quiete. Come spiega Casale, le atmosfere si ispirano ai quadri silenziosi e carichi di attesa di Edward Hopper, alle luci al neon della cultura pop anni ’80 e alle atmosfere rarefatte dei film noir. I testi, come già nel singolo Pages of Dusk, ruotano attorno a temi universali eppure intimissimi: la memoria, la perdita, la persistenza dei legami. Casale è un narratore che usa il suono come linguaggio drammaturgico. L’arrangiamento di ogni brano è curato con una precisione teatrale, dove synth analogici, ritmi pulsanti e trame strumentali complesse (arricchite dal violino della cantante iraniana Dorsa Riazi e dalle percussioni di Giovanni Franceschini) servono a illuminare stati d’animo piuttosto che a esibire virtuosismi.

La genesi dell’album, durata dal 2017 al 2024, aggiunge profondità stratificata alla narrazione. Si parte dall’esperienza africana in Burundi (dove nacque To Thousands and 9) per arrivare al Finale completato in fretta e furia in studio. Questo lungo periodo di gestazione si percepisce nella maturità compositiva e nella coesione atmosferica, magistralmente custodita dalla produzione pulita e avvolgente di Francesco Ambrosini agli studi Tega di Verona. L’ascolto rivela un sound che guarda sì al progressive classico, ma con un’anima contemporanea. Si sentono echi dei racconti in musica di Gabriel e della Bush, la raffinatezza melodica di Sylvian, il folk intimista dei Kings Of Convenience e le atmosfere sospese di Bon Iver o dei The Blue Nile. Brani come A Cup of Tea full of Rain incarnano perfettamente questa fusione tra sperimentazione e accessibilità emotiva.

A Nightwalk on a Sunny Road è un album per ascoltatori pazienti e riflessivi. Non offre immediatezze facili, ma richiede (e ricompensa) l’immersione. È un work of art, un percorso onirico in cui la complessità degli arrangiamenti non oscura mai il cuore pulsante, un’emozione sincera, a tratti spirituale, che parla di buio, luce e di tutte le sfumature che li separano. Andrea Casale, con questo disco, si posiziona come uno dei narratori sonori più interessanti e coerenti della scena art-rock indipendente italiana e non solo.

Massimo Cassibba

TRACKLIST:

Say my name
A cup of tea full of rain
Pages of dusk
Shape of your nose
Things beyond my knowledge
No more flowers
To thousand and 9
Finale

LINEUP:

Andrea Casale – vocals/keyboards
Dorsa Riazi – violin
Giovanni Franceschini – percussions