Woda Woda

L’ultimo testamento

I Woda Woda nascono nel 2020 con il brano “Medusa”, seguita da “Portando la pelle a casa” e “Divano Giallo”. Portano avanti un concept che si prefigge di amalgamare mito, simbolismo e hard rock. Apprendiamo dal loro presskit che è datata “2022 D.C. (anno 2 D.C.) la redenzione di Lucifer, Leviathan, Samael, Asmodeus e Behemoth” come si sono appellati, e intendono aprire nuove porte alla “conoscenza dell’umanità con “We are biker guys”, seguita nel 2023 da “P.U.B. – prendimi usami e buttami” seguiti nel 2024 D.C. (anno 4 D.C.) da “Sesso & vino” e “Daisy”, attraverso un ciclo narrativo e spirituale.” “Il 13 giugno 2025 il mondo scopre “Veleno (Lucifer 1.8)”, seguito il 12 settembre da “Lady Mazikeen (Lucifer 1.9)”. Con “L’ultimo testamento”, i Woda Woda rivelano il volto di chi è stato dipinto come nemico, ma che in realtà è il Portatore di Luce”.

Insomma una rilettura che la band fa di capitoli del Vecchio Testamento utilizzando il canale comunicativo dell’Hard Rock. Sebbene la produzione generale del disco a cura del R3born Digital studio sia buona, la batteria è sulla linea di Vinnie Paul Abbott, le chitarre a metà strada tra una distorsione heavy ed un pompatissimo overdrive, la voce istrionica e graffiante a narrare le storie di personaggi biblici, i cori presenti un po’ ovunque e non solo classicamente nei ritornelli, ad esplicare che di “legione” si tratta, tuttavia sembra in alcuni punti avere qualche piccolo cedimento. Ho come l’impressione, chiudendo gli occhi, di avere un’immagine un po’ sfocata della band.

Probabilmente sono mie paturnie. La batteria compressa ed il bel basso sugli scudi nel brano Serial Killer presentano questo come un bel pezzone di metal classico, come i suoni delle chitarre, che hanno fatto la storia del metal: basso da paura alla Harris di Killer. Il brano successivo “La chiave del caos” mantiene sempre le caratteristiche suddette unite ad una voce graffiante, con liriche perfettamente scandite e ben inserite nella musica, le chitarre stavolta sono più dietro alla batteria, che non molla un attimo. La chitarra di Alessio in Asfalto è ben più di una ritmica; trascina tutto il brano dando la possibilità ad Enrico di tessere le fila tra una lirica e l’altra. “La mia prua” ci porta verso un trash urlato, e qui comunque la coralità del cantato è molto d’effetto nei ritornelli come in buona parte delle strofe.

Doppia cassa in faccia a chi ascolta. Intermezzo del metal più classico e cori da ciurma in navigazione. “I viali dell’inferno” come sopra, forse il più rock e meno metal del lavoro complessivo. Gran lavoro di preparazione concettuale, da premiare come anche la immaginazione dietro ai testi esplicativi dell’opera che troviamo nell’ originale fumetto che accompagna l’album. “Asmodeo” è il brano forse che a produzione si eleva sopra gli altri. “Lucifer” presenta uno smalto leggermente più opaco della precedente. “Veleno” segue le rotte sopra tracciate. Che dirvi, io un’idea me la sono fatta; se poi questo di Max, Alessio, Enrico, Ansel, Andrea sia l’ennesimo esempio di Effetto Lucifero (Philip Zimbardo) oppure un altro esempio di orgoglio e superbia contro Dio potete scoprirlo solo ascoltandolo.

Ivanperu

 

TRACKLIST:

Intro
Serial Killer
La Chiave del Caos
Asfalto
Vola la mia Prua
I Viali dell’Inferno
Asmodeus
Lucifer
Veleno
Lady Mazikeen

LINEUP:

Massimo “Max” Montecucco – vocals
Andrea “Andy” Mazza – drums
Alessio “Alex” Lanza – guitar
Alessandro “Ansel” D’Angelo – bass
Enrico “Enry” Masini – guitar