Lizzy Borden
The Murderess Metal Road Show
Ci sono dischi dal vivo che documentano una band e poi ce ne sono altri che cristallizzano un’epoca, un’estetica e un pericolo reale.“The Murderess Metal Road Show” appartiene senza esitazioni alla seconda categoria.
La nuova riedizione 2026 curata da Brutal Planet Records non è una semplice operazione archivistica: è una resurrezione filologica di uno dei documenti più violenti, teatrali e iconici dell’heavy metal americano anni ’80.Registrato venerdì 13 dicembre 1985 al leggendario Chuck Landis’ Country Club di Reseda, nel cuore pulsante della scena di Los Angeles, l’album cattura i Lizzy Borden prima che il mito si solidifichi, quando il sangue sul palco non era ancora folklore ma shock puro.
Già all’epoca, i Lizzy Borden non eranono “solo” una band,erano una metal road show nel senso più letterale del termine, lame vere, sangue finto (ma convincente), costumi, decapitazioni simulate e una violenza scenica che anticipava l’horror metal più estremo degli anni successivi.“The Murderess Metal Road Show” non suona come un semplice live, si vive come una produzione teatrale, dove ogni brano è una scena e ogni urlo del pubblico parte integrante della narrazione.
Dal primo riff fino alla chiusura patriottica di “American Metal”, il disco restituisce una band che domina il palco, tecnicamente affilata e totalmente connessa con la folla.La grande notizia di questa riedizione è il remastering per vinile a cura di Rob Colwell, nome di culto per chi segue il metal d’archivio (Helstar, Voivod, Starwood). Il suono è più pesante, più definito, più tridimensionale, senza perdere la sporcizia originale che rende questo live così autentico.Le chitarre mordono, la sezione ritmica è secca e militante, la voce di Lizzy è isterica, provocatoria, teatrale nel senso più puro dell’heavy metal anni ’80. Il pubblico non è un sottofondo,è un’arma.
Il disco contiene 17 tracce totali, di cui 15 registrate dal vivo e 2 studio bonus, tra cui spiccano due curiosità fondamentali:
“Live & Let Die”, cover del brano di Paul McCartney, proposta anni prima della celebre versione dei Guns N’ Roses e“(Wake Up) Time to Die”, ispirata direttamente al film Blade Runner, esempio perfetto di come la band sapesse fondere cinema, fantascienza e metal aggressivo.
Questi dettagli rendono il disco non solo spettacolare, ma storicamente rilevante.Tutte le versioni sono 2-LP in gatefold deluxe, con fotografie restaurate e audio ufficialmente licenziato da Metal Blade Records (1986), nessuna seconda ristampa prevista.
Termino dicendo che “The Murderess Metal Road Show” non è nostalgia, è storia viva dell’heavy metal. Questa riedizione lo restituisce nella forma che ha sempre meritato,potente, pericolosa, definitiva.Un album che dimostra come il metal americano degli anni ’80 non fosse solo riff e lacca, ma spettacolo, identità e provocazione fisica.
Non è una ristampa…è una riesumazione rituale.
lubranomic




