Draken

Here Be Draken

Partendo dal presupposto che con “Here Be Draken”, i Draken non pubblicheranno semplicemente il loro terzo album, ridefiniranno il proprio punto di partenza.

Per chi ancora non li conoscesse,la band si è formata nel 2019 da Even Hermansen (chitarra/voce), Hallvard Gaardløs (basso/voce) e André Drage (batteria), il trio norvegese si è rapidamente ritagliato uno spazio preciso nel panorama heavy rock europeo, collocandosi al crocevia tra hard rock rovente e metal primordiale.Questo nuovo lavoro, in uscita il 17 aprile su Dark Essence Records, è il disco in cui quell’identità diventa finalmente completa.Noi di Tempi Duri abbiamo avuto la possibilità di ascoltare questo disco in anteprima e devo dire che è stata davvero una gran bella scoperta.Gaardløs lo dice chiaramente, “Here Be Draken” è un album di nuovi inizi. Non solo sul piano tematico, ma soprattutto su quello sonoro.

Dopo due dischi prodotti con Vegard Liverød, figura rispettata della scena, la band ha scelto consapevolmente di cambiare scenario, registrando all’Amper Tone di Oslo e affidando la parte tecnica a Kim Lillestøl, ingegnere con cui esisteva già un rapporto umano e musicale.Il risultato è un suono più diretto, massiccio e immediate, meno mediazioni, più istinto.Il disco sembra voler catturare la band così com’è oggi, senza filtri.I riferimenti dichiarati di High on Fire, Motörhead, Entombed ,non sono citazioni estetiche, ma coordinate genetiche.

Questo nuovo lavoro è costruito su chitarre accordate drop, riff ciclopici e una sezione ritmica che avanza come un carro armato.Il basso di Gaardløs è centrale e abrasivo, spesso protagonista quanto la chitarra,la batteria di Drage è secca, essenziale, con un tiro che richiama più il live che lo studio e Hermansen lavora per riff ripetuti, ossessivi, lasciando che sia il groove a parlare.È un album che non concede tregua, ma che sa essere memorabile proprio nella ripetizione, come il miglior heavy rock dovrebbe fare.Il singolo “The Great Deceiver” non è solo l’apertura del disco, ma il suo manifesto ideologico.

Gaardløs lo descrive come il brano che incarna l’anima dell’album,ed è esattamente così, un assalto frontale, senza introduzioni superflue, che chiarisce subito le intenzioni della band.Qui c’è tutto: violenza controllata, senso del groove, attitudine rock’n’roll che guarda avanti senza rinnegare le radici.Uno dei brani più brutali e diretti è sicuramente “Saturday night head removal extravaganza”perla di groove e dinamicità,dove la band decide di spingere forte sull’acceleratore.Tra i brani più belli dell’intero disco troviamo “If serves you right” e “Of Demise and men”dove la band spazia su atmosfere più dark e rarefatte.“Here Be Draken” è un disco feroce, compatto e pienamente consapevole di sé. Non cerca di reinventare il linguaggio heavy, ma lo usa con intelligenza e convinzione, dimostrando che il rock più duro può ancora essere vitale, pericoloso e necessario.

Per i Draken, questo non è un punto d’arrivo, ma una nuova linea di partenza e se questo è il territorio che vogliono esplorare, vale decisamente la pena seguirli.

Lubranomic

TRACKLIST:

The Great Deceiver
Jólablót
Saturday Night Head Removal Extravaganza
Here Be Dragons
Crimson Sun
It Serves You Right
Wrath
Shirts of Black (F.O.A.D.)
Of Demise and Men
Endtyme
Shit Show

LINEUP:

Even Hermansen – guitar/vocals
Hallvard Gaardløs -bass/vocals
André Drage – drums