Bullet

Kickstarter

Sono anni che escono gruppi quasi cloni di band del passato, e qui in particolare abbiamo una band che si rifà molto alla linea stilistica di AC/DC, ma anche di ACCEPT e non solo per la voce. Considerando l’ugola va detto che essa è in effetti praticamente quella di Udo, sebbene persino più gutturale e raschiante, quasi al limite del fastidioso.  Pensando alle realtà che imitano, possiamo nominare gli svizzeri Rock Out dal 2018 e i compatrioti degli svedesi Bullet, i Bonafide che lo fanno dal 2003. In tutti questi casi siamo vicini al plagio, e però il risultato è ottimo, nel senso che sanno farlo mettendo a fuoco il lato migliore dei gruppi che essi copiano. E’ come se si volesse mantenere vivo quel sound storico che altrimenti non esisterebbe più. I Bullet spingono in questo senso con molta padronanza dal 2006, anche se forse in tempo di Intelligenza Artificiale non vale più la pena scrivere copiando.

‘KICKSTARTER’ parte proprio con riff AC/DCiano con però un arrangiamento Acceptiano e serve come starter tonico del disco, un energico assalto che colpisce direttamente al cuore del metallaro di vecchia data col suo ritmo cadenzato lineare senza fronzoli. Con ‘CAUGHT IN THE ACTION’ si ripete la stessa estetica del brano precedente e anche i coretti del ritornello sono prettamente di stampo Ac/Dc, e la resa è altrettanto efficace quanto accattivante. Il middle-time di ‘KEEP ROLLING’ è l’essenza chiara e netta del modo di fare degli Accept, ma che negli anni ottanta era patrimonio anche dei Saxon; un bel brano fluido che nella sua durezza solida contiene anche un po’ di morbidezza orecchiabile.

Il riff canonico di ‘HIT THE ROAD’ non rovina un bel pezzo frizzante che esprime bene la carica rock che fa saltellare, e sia con il coretto secco che con il ponte rallentato si può spingere ad una bella partecipazione del pubblico in sede live. Altra grammatura a grana grossa è data dall’ottima spinta adrenalinica di ‘AVENGER’ che però nel ritornello mette una piccola frazione decorativa di chitarra melodica alla Arch Enemy. E cosa c’è di più tradizionale di ‘SPITFIRE’, se si vuole rifare gli AC/DC? Peccato che agli Ac/Dc non riesce più essere così grintosi, mentre ai Bullet riesce benissimo dando una bella scarica elettrica che afferra e scatena l’ascoltatore che così può scapocciare con gusto. E per finire tra le cose migliori sta anche ‘STRIKE AT NIGHT’ che si diverte a correre sparando un riff tirato, atto a rutilare l’Heavy Metal classico, power serrato e tagliente.

Se anche ci sono vibrazioni alla AC/DC, l’inquadramento teutonico del sound è forte. Gli Accept sono il gruppo loro mentore, e i Bullet li seguono a passo deciso, ma se gli Ac/Dc sono peggio oggi dei loro imitatori, ricordiamo che gli Accept ancora invece sfornano qualità con Tornillo, e un loro singolo full-lenght vale più di questi emulatori. Fatto sta che il disco è buono, divertente e soddisfacente. Il lato Ac/Dc è poi collegabile anche direttamente agli Accept stessi, infatti nella loro carriera, soprattutto iniziale, tante volte riff e ritmi del gruppo tedesco si rifacevano a quello degli australiani, e neanche tanto mimetizzandosi; quindi mettere insieme Ac/Dc ed Accept non è una innovazione. Insomma i Bullet, come i nomi citati prima, non interpretano i miti ma li propongono così come un tempo erano, e in questo rianimarne lo spirito il combo è bravo. Forse un po’ meno bravi dal punto di vista degli assoli che gli Accept veri invece continuano a curare in maniera ispirata mentre qui sono minimali e quasi tutti embrionali, non sviluppati. Per il resto “su i pugni di metallo!”.

Roberto Sky Latini

TRACKLIST:

Kickstarter
Caught in the Action
Open Fire
Keep Rolling
Hit the Road
Avenger
Chained by Metal
Spitfire
Full Throttle
Strike at Night
Night falls Down

LINEUP:

Dag “Hell” Hofer – vocals
Hampus Klang – guitar
Freddie Johansson – guitar
Gustav Hector – bass
Gustav Hjortsjo – drums