Leprous + Crystal Horizon + IHLO live @ Orion Ciampino 04/02/2026
Articolo a cura di Fabio Berserk Podeschi
foto a cura di Michelangelo Lubrano
– THE ANGELIC PROCESS-
“Apollo, divinità greca e romana, incarna l’apollineo: bellezza, arte, musica, medicina, profezia e luce ( Febo) , rappresentando l’equilibrio ma anche la crudeltà. Figlio di Leto e Zeus , fu arciere temibile e portatore di civiltà, adorato a Delfi come oracolo”.
Si ringrazia per gentile concessione MC2 LIVE in voce al Boss Jacopo Casati per aver potuto presenziare noi di TEMPIDURI.EU che verrà iconizzato Hard Times a questo evento organizzato in maniera precisa e magistrale e che se ne dica in giro MC2 LIVE da quando è sorta, propone solo eventi di qualità e sicurezza e se c’è stata qualche diceria in merito ad un evento di qualche giorno fa loro non centrano nulla, a volte ci si trova in mezzo a situazioni spiacevoli quando certa gente fa degli inghippi….. E ne è prova la serata dei Leprous all’ Orion Live Club band d’indubbia qualità ove fa leva forza la strabiliante performance vocale del singer Einar Solberg, come se fosse asceso a fianco del Dio Apollo e lui avesse poggiato le mani sulle sue corde vocali donandogli maestria angelica.
CRYSTAL HORIZON
Il locale al mio arrivo non è pienissimo vuoi perchè erano le 19.15 un po presto ma mi permette di trovare posto sotto palco trovando anche amici cari al mio arrivo e nuove conoscenze, cosa che ho notato il livello della gente presente è molto alto rispetto all’evento dei The Darkness bello si ma pieno di peracottari che ce n’era almeno il settanta per cento quasi sembrasse una sagra di paese abbastanza imbarazzante invece stasera c’era musica di altro spessore e livello molto alto….. Prima band ad aprono timidamente le danze i Norvegesi Crystal Horizon band formatasi in piena pandemia nel 2021 presso l’Università di Agder , ove i singoli membri hanno conseguito la laurea in musica. I musicisti che ne fanno parte sono in possesso di background musicali piuttosto eterogenei, dal gruppo metal (Dead Dispute) , alla banda di ottoni, passando per gli organici polifonico-corali e l’esperienza di stampo etno-jazz (Bal Gyp) .
Il quartetto propone dal vivo tre brani dal loro unico ep d’esordio e due brani inediti di cui ancora non c’è un nome specifico e ufficiale l brani sono estremamente validi, ove viene perfettamente coniugato un rock meravigliosamente algido, finanche secco e tagliente, al prog modernista tipico di inizio millennio. Mi hanno ricordato nelle vocalità e nelle melodie i primi Keane di Hopes And Fear uniti ad alcuni rimandi dei Porcupine Tree, il sound è molto sofisiticato per essere una band alle prime armi anche se dei cinque brani proposti mi ha convinto All My Dreams , con i suoi cambi di tempo e la performance estremamente convincente del singer Bjørnar ma nell’insieme tutta la band soprattutto la parte ritmica delle chitarre del singer stesso e di Kristin con un finale tecnico di batteria Espen e basso Adrian degno dei migliori gruppi progressive metal, un pò meno Stuck con sonorità troppo derivate dall’Indie Rock come i due brani inediti secondo me ancora da perfezionare, ma è con la conclusiva Where you End che la band arriva alla quadra ho notato anche rimandi alla band Tedesca Heretoir nelle voci pulite quei richiami ad uno shoegaze molto raffinato che in Italia abbiamo capisaldi nei Klimt1918 creatura del mastermind e amico Marco Soelner. Una prova più che discreta che apre questa serata per palati raffinati ed anche il pubblico nel loro applauso approva l’inizio di questa serata. Promossi
– SETLIST-
All My Dreams
Stuck
Two unreleased songs (new songs not yet officially titled)
Where You End
–-LINEUP-
Bjørnar Skatter Kolbjørnsrud – vocals/guitar/ synth
Kristin Siljan – guitar
Adrian McAllister – Bass
Espen Jægersborg – drums
IHLO
La seconda band a proseguire questa serata all’insegna della musica di pura qualità sono gli Albionici IHLO giovanissimi anche loro nati nel 2019 periodo Pre-Covid con all’attivo due album cinque tracce sfoderate dal vivo dal loro ultimo parto Legacy e in chiusura dal primo vagito discografico Union . Cinque bombe soniche, sonorità che passano da Pain Of Salvation/Cynic, ultimo periodo accelerate e tecnicismi alla Texture e vocalizzi alla Muse . Mi hanno veramente sorpreso magistrale la prova del singer Andy Robinson sicuramente un fan dei Leprous noto degli accenni molto simili al maestro Einar, voce che soprattutto nella parte finale di Cenotaph eleva sensazioni d’anima fino al cielo, Il resto dei musicisti sono un connubio di Wall of sound in fusione non c’è una scala di equivalenza, al basso ho trovato cose simili in Italia con gente come Fabio Meridiani per chi non lo conosce il Billy Sheehan Italiano purtroppo poco conosciuto ma maestro delle quattro corde.
I brani mi hanno entusiasmato tutti e cinque anche la chiusura Union seppure embrionale contiene dei solos alternati di Phil e Rob le due asce strepitose con batteria Clark e basso Max in connubio come una macchina che crea musica. Il notevole scroscio di applausi è meritato e sancisce una prova magistrale per una band che si propone come nuova stella del Progressive Heavy/ Electronic/Pop/Alternative Metal, e il loro inchino e i loro ringraziamenti verso il pubblico denotano un umiltà di fondo che aiuta ancora di più la loro causa, sicuramente avremo delle sorprese in futuro molto gradite, pienamente promossi
– SETLIST-
Haar
Wraith
Source
Cenotaph
Union
-LINEUP-
Andy Robison – lead vocals and keyboards
Phil Monro – guitars, electric guitars, bass, synths, orchestrations and backing vocals Clark McMenemy – drums
Rob Mair – guitars
Max Brayson – bass
-LEPROUS-
Un elettro Intro quasi un tributo ai maestri dell’elettro Wave chi ha detto Depeche Mode . Il singer Einar dei Norvegesi Leprous capace di passare a tonalità baritone a picchi celestiali con la sua voce prima song la disturbante Silently Walking Alone, le percussioni del batterista Mr. Baard matrice portante della band fa cose veramente sofisticate con rimandi al jazz fusion è una band che già dagli esordi ha visto con sonorità sempre avanti in maniera futuristica e nelle loro proposte si evince. Illuminate una luce che travolge la mente come melodie da altri mondi notare il tocco delicato delle bacchette di Baard che accompagna il brano ticchettando nelle parti metalliche della batteria il basso di Daniel pulsante in connubio con le tastiere di Harrison.
The Valley dall’album Coil, una discesa nell’inconscio umano proiettato come un film sul fotogramma della vita la parte ritmica di basso e batteria accompagnata dalla voce suadente di Einar, come un richiamo delle sirene ci accompagna a metà brano in questa discesa nelle emozioni più profonde, la gente in sala aumenta mi giro ed il locale è ora colmo, come è pregna l’attenzione verso un’opera, di per sé è più di un concerto è una testimonianza che l’arte musicale può arrivare alla perfezione, i ricordi vagano e scende anche una lacrima in me come in una scena che si vide nel film “ Farinelli Voce Regina” anche il più duro dei cuori può piangere per l’emozione….. lo sto facendo anch’io adesso che scrivo e non me ne vergogno…… La delicata I hear The Sirens, un richiamo a lavori della controversa artista Bjork e parti progressive doom, in rimandi a capolavori quali The Wall dei Pink Floyd, Robin e Tor alle chitarre due maestri con tocco delicato e soffuso accompagnano il brano con improvvise esplosioni fino alla chiusura che Einar sancisce con la parola silence….
Non l’avevo riconosciuta dalle battute iniziali ma c’è tempo per una cover fantastica Take On Me dei magistrali A-Ha bellissimi gli arrangiamenti di chitarra e batteria di prog/Jazz/fusion e la voce di Einar che si eleva quasi a tonalità operistiche un Dio ha donato un prodigio a quest’uomo, la gente fa coretto durante il brano sembra di essere tornati un back to the future del 1985 con una deLorean ma con sonorità futuristiche, la mia faccia era la stessa dell’attore di The Army Of Darkness,(L’armata Delle Tenebre) Bruce
Campbell quando nella serie tv era tornato negli anni ottanta è una volta arrivato ha spalancato occhi e mascelle sulle note di (I Just) Died in Your Arms dei Cutting Crew. Below altro brano cardine dello show che viene Pitfalls, dove l’angelo Einar passa da tonalità basse ad acuti celestiali brano di una gravità emotiva di fondo che prende ma allo stesso tempo ti fa viaggiare con la mente in altri luoghi sempre magistrale la prova del batterista Baard e del bassista Daniel sempre più cupo nell’inciso, ma anche i passaggi alternati delle chitarre trasportano in questo cammino celeste. Alleviate brano riempitivo forse uno dei più deboli della performance anche se ce ne fossero gruppi di cui il singer arriva a tonalità così alte nei ritornelli…….e il pubblico ripete con lui “ All I could do in the end was wait Laying down with my fate All I could do in the end was wait United with my fears
I’ll alleviate”. Un salto nel passato con il brano progressive death avete sentito bene…. Passing dal loro album Tall Poppy Syndrome (la sindrome del papavero alto) brano allucinogeno nelle sonorità con esplosioni death nella voce di Einar, come se l’angelo avesse lasciato posto al demone della stella del mattino che riluce dal profondo degli inferi…. ”Mi sveglio per sanguinare un altro giorno Trascinando la mia incudine di dolore Tradito, abbandonato, rifiutato dalla vita Il mio tormento ha marchiato la sua macchia A mio agio nel lasciare questa terra abbandonata La mia anima attende il mio grido Dirigendo la mia linea di vita lontano dal suo percorso Presto sarà il momento in cui morirò Non c’è modo di condividere il dolore che provo, mascherando i miei piani per tradire, il fuoco mi attende, la mia anima sarà libera, stanotte me ne vado. Come vivere e come inchinarsi La lezione che bisogna imparare Distinguermi dalla tua miseria Vediamo ora chi brucerà Tutti quelli che parlano senza volto Ora ricorderete la mia canzone Prima ero aria, ma non più Potrei essere pallido, ma non mi sono mai sentito così forte” La band nelle pause interagisce con il pubblico ed il singer scherza con noi spiegandoci la sorpresa per la nostra sentita accoglienza più che meritata per lo show proposto, questo spettacolo è un saccheggio a tutti i brani della loro discografia The Price e Slave brani di colmatura dall’album The Congregation belli ma di contorno secondo me il meglio deve ancora arrivare…… Like a Sunrise Ships(Come una nave affondata) dal loro nuovo album An Evening Of Atonement ascoltandola sembra di essere catapultati su un relitto pronto ad affondare. La si muove sul palco sono scenici la chitarra e il basso sui downstage ed idem Einar che va avanti e indietro come se volesse evitare l’affondo di questo ancestrale Veliero….” Is calling Tried to fly but I’m falling Once again taken How can I be mistaken Once again? Calling Tried to fly, I’m falling Once again taken How can I be mistaken Once again? I’m calling, I tried to fly, I’m falling Once again taken How can I be mistaken Once again?”
Una delicata e acustica con armonie soffuse Castaway Angels, dove c’è un gran lavoro delle chitarre di Tor e Robin accompagnati al piano da Einar che sostituisce lui il tastierista per questo brano quasi dai toni neoclassici, fa da preludio all’ultimo brano From The Flame dall’album Malina, prima dell’encore i rimandi ai Thirty Second To Mars sembra che voglia competere con la voce del maestro Jared Leto e ci riesce in pieno, un risultato superlativo di un brano sincopato dai cambi di tempo continui con uscite elettro prog di tastiera. Sembra che siamo arrivati alla conclusione, loro salutano danno il cinque sulle mani dei presenti in prima fila me compreso ma ancora non è il momento di calare il sipario, ci sono altre frecce nel loro arco, una doppietta in chiusura show, più una strumentale outro ( Your Blood)Atonement dove la band
si scatena in movimenti quasi tribali e ritualistici e chiude From The Flame momento solenne e catartico dello concerto dove il singer ricorda per interpretazione i Vacuum nel brano Illuminati, “There is only one class: the one that allows you to always stand out, even when so many vulgar mouths want to suffocate you.” Con questa citazione vi lascio capire che caratura di evento abbiamo potuto assistere noi fortunati presenti, uno show di quasi due ore dove la band ha donato tutto al pubblico in termini di emozioni e lo scrosciante applauso e urlo di giubilo di noi astanti ha confermato e sancito l’immensa prova di questi musicisti, un vero trionfo parola di Fabio Berserk Podeschi ed io c’ero……
-SETLIST-
Silently Walking Alone (Extended intro)
Illuminate
The Valley
I Hear the Sirens
Take On Me (a-ha cover)
Below
Alleviate
Passing
The Price
Like a Sunken Ship (Extended intro)
Slave
Castaway Angels (Extended keyboard intro; outro transition)
From the Flame
Encore:
Atonement
The Sky Is Red (Outro)
Your Blood (Nothing But Thieves song)
LINEUP:
Tor Oddmund Suhrke – guitars, vocals (backing)
Einar Solberg – vocals (lead), keyboards
Baard Kolstad – drums
Daniel Børven – bass
Robin Ognedal- guitars
Harrison White – (Members Live Session) keyboards





