Comunicato Stampa
71 Metal Fest – Vault Lab
71 Metal: Nuovo festival metal underground di Metal Estremo e non solo! Nasce il 71 Metal Fest: un festival metal che affonda le radici nella cultura e nella scena campana, per riportare al centro le persone, non i numeri.
In un mondo che ci tratta come statistiche, il 71 Metal Fest nasce per ricordarci che siamo persone: unite da emozioni, passione e musica suonata dal vivo. Lontano dagli algoritmi, vicino al palco. Qui non siamo un pubblico: siamo una scena.
L’evento è organizzato dall’Associazione Vault Lab, associazione musicale fondata dalla band partenopea Jumpscare, in collaborazione con la pagina Blacksters Campania: una serata di musica dal vivo, spirito underground e condivisione, con l’obiettivo di dare spazio e voce alle realtà più autentiche del metal estremo italiano.
È già possibile acquistare online la quota di partecipazione tramite il sito ufficiale in diverse modalità:
Ingresso festival: https://jumpscareband.net/prodotto/71-metal-fest/
Ingresso con CD + offerta sul merch: https://jumpscareband.net/prodotto/71-metal-fest-gold-tickets/
E’ prevista poi una estrazione dedicata ai primi 90 ingressi, che permetterà di ricevere l’ingresso gratuito più il cappello celebrativo del festival, per saperne di più vi basterà seguire le pagine dell’evento.
Line-up
- Downburst – Groove Death Metal (Napoli)
Mater Infecta – Death/Black Metal (Foggia)
Jumpscare – Melodic Death Metal (Napoli)
Svart Vinter – Atmospheric Black Metal (Roma)
Artwork logo: Axel Perugino.
Si ringraziano Spazio Muse, Sepulcral Silence, UpTheirons, Southammer Metal Fest (presente con uno stand) e tutte le band. L’iniziativa prende forma dopo cinque anni di esperienza maturata con il Valle Caudina Metal Fest e si presenta come un format pensato per muoversi, crescere e diventare itinerante in tutta la Campania, portando la musica dove la scena vive davvero. Il 71 Metal Fest nasce come atto culturale prima ancora che musicale: un festival che recupera simboli e immaginari della tradizione popolare e li reinterpreta in chiave estrema e underground.
Il cuore identitario è la Smorfia napoletana: qui il numero non è statistica, ma gioco, destino e appartenenza.




