Articolo a cura di Giacomo Cerutti
AMARANTHE + EPICA + CHARLOTTE WESSELS @ Alcatraz (MI) – 28-01-2026
Dopo il grandioso concerto tenutosi al Live Music Club di Trezzo sull’Adda nel 2024, la MC2 Live ha riportato in Italia i fenomenali AMARANTHE, per un’unica imperdibile data dell’“Arcane Dimensions Tour” all’Alcatraz di Milano, in questo tour da co-headliner la seconda band di punta, sono una vera e propria icona del symphonic metal, stiamo parlando dei mitici EPICA capitanati da Simone Simons.
L’onore di aprire la serata spetta ad una voce già ben nota sulla scena, si tratta di CHARLOTTE WESSELS ex cantante dei Delain, impegnata da anni nel suo progetto solista, inutile dire che questa tripletta ha richiamato molta gente, nonostante sia una giornata fredda e piovosa i fans più temerari giungono alla venue sin dal mattino presto, mentre la maggior parte dell’affluenza avviene verso sera.
CHARLOTTE WESSELS’The Obsession
Una volta aperti i cancelli le prime file vengono rapidamente occupate, durante l’attesa il numero dei partecipanti raggiunge già un buon numero, ed ecco che le luci si spengono e s’illumina il palco, come sfondo un semplice sipario rosso e al centro l’asta del microfono con una composizione di girasoli. Quando CHARLOTTE WESSELS’The Obsession entrano in scena l’accoglienza è calorosa, sicuramente salta subito all’occhio il suo look con una lunga gonna argentata, un top nero con addominali in bella mostra, senza indugi iniziano lo show con Chasing Sunsets.
L’atmosfera si riscalda subito grazie al sound symphonic a tinte gothic, che si propaga rapidamente grazie ai suoi musicisti (tutti ex Delain tranne la tastierista), riff decisi ed accattivanti si susseguono dando ovviamente spazio a parti più dolci, alle quali si aggiungono le sinuose e leggere melodie di tastiera. Il tutto è ben amalgamato da compatte linee di basso, e, sorretto dalla scalpitante batteria percossa da Joey De Bore, il quale si merita uno speciale riconoscimento, per aver suonato nonostante un infortunio alle gambe tanto da camminare con le stampelle. Infine l’affascinante CHARLOTTE dà lustro alla sua voce calda dal timbro soave, in alcune parti danno il loro apporto vocale anche Timo e Sophia, mantiene un portamento composto ed elegante ed incita il pubblico che risponde entusiasta, inoltre lascia il dovuto spazio alla band nelle parti strumentali soprattutto al chitarrista durante gli assoli.
Le canzoni tratte dal disco The Obsession pubblicato nel 2024, presentano sia musicalmente che vocalmente parti sia leggere che incalzanti, un andamento altalenante che cattura l’audience dall’inizio alla fine, infine con la conclusiva Exorcism la frontwoman si scrolla di dosso la compostezza, facendo headbangong fino a sdraiarsi a terra tirando fuori un growl graffiante che stupisce tutti. L’artista olandese e la sua band, con un set breve ma intenso hanno conquistato l’audience, rivelandosi un’ottima band di apertura dimostrando il loro valore, suonando con tanto impegno e passione, ricevendo meritati applausi dal pubblico decisamente aumentato.
SETLIST:
Chasing Sunsets
Dopamine
Soft Revolution
The Crying Room
Tempest
After Us, The Flood
The Exorcism
LINEUP:
Charlotte Wessels – vocals
Timo Somers – guitar
Otto Schimmelpenninck – bass
Sophia Vernikov – keyboards
Joey De Bore – drums
EPICA
Dopo questa solida rampa di lancio, il numeroso pubblico è pronto a dare il bentornato agli EPICA, una delle band che svettano tra le cime più alte del symphonic metal mondiale, appunto per questo molti non saranno d’accordo sul fatto che suonino per secondi, ma essendo co-headliner con gli Amaranthe si scambiano di posizione nel corso del tour, stasera è il loro turno e i fans tanto devoti dovranno accettarlo. Ma tornando alla vera sostanza, quando cala il buio la platea sussulta finché sullo schermo parte un video-intro, dove un sinistro personaggio vestito elegante ma con il volto coperto, fa un discorso di benvenuto ai fans e dopo un conto alla rovescia, si accende una LED-wall a forma di podio gigante largo l’intero palco.
In cima ovviamente appare la venerata Simone Simons, con indosso un lungo abito di pizzo nero con il viso coperto da un velo, i fans urlano e i suoi compagni la raggiungono partendo sulle note di Apparition, tratta dal nuovo decimo disco Aspiral pubblicato l’anno scorso, per l’intera canzone la band rimane nella penombra salvo qualche venatura luminosa formata dai LED. Un inizio molto suggestivo ma con la successiva Cross the Divide, il palco s’infiamma di rosso e Simone prende posizione a centro palco, vestita di pelle nera e occhiali da sole tipo Matrix, incitando il pubblico che risponde subito al comando, proiettandolo immediatamente nella loro magica atmosfera. Con il procedere dell’esibizione l’intera band dimostra una perfetta sintonia, sempre dinamici e compatti sfruttano al meglio il palco, affiancandosi l’un l’altro e scambiandosi di posizione, mentre sul gradino destro del podio rimane stabile il batterista AriënVan Weesenbeek, e, dall’altro lato Coen Janssen che usa sia la tastiera a piantana che a tracolla.
Una fitta e tagliente trama ritmica intarsiata di assoli avvolge la platea, arricchita dalle preziose armonie ed orchestrazioni curate da Coen, un fiume in piena di potenza e melodia arginato da massicce linee di basso, mentre una tempestose piatti e pelli danno ad ogni canzone una marcia in più. Ogni componente funziona alla perfezione, ma la regina incontrastata è sua maestà Simone sempre carismatica e magnetica, i fans pendono dalle sue labbra estasiati dalla sua voce incantevole e melodiosa, le sue movenze teatrali sono come segni magici ipnotizzanti, se lei accarezza i timpani Mark Jansen li lacera con il suo potente growl, creando un forte contrasto che li ha sempre contraddistinti, oltre alle parti lente abbinate a brusche accelerazioni nella ritmica. Il repertorio comprende altre canzoni nuove come Eye of the Storm e The Grand Saga of Existence – A new Age Dawns Part IX, ma non mancano cavalli di battaglia come Unleashed e Cry for the Moon cantata come un inno nazionale, oltre a gioielli come Sirens – Of Blood and Water cantata assieme a Charlotte Wessels in perfetta sinergia, e, Tides of Time dove il palco è tutto di Simone che torna sul podio e a fronte palco l’accompagna Coen al pianoforte.
Complessivamente regalano momenti magici con atmosfere sensazionali, grazie anche alla combinazione tra sound e le coreografie luminose astratte, inoltre la loro crew si dimostra molto efficiente come quella di formula 1, spostando, togliendo e riportando le aste dei microfoni in base alle canzoni. Il potere di coinvolgimento complessivo è sempre costante, ripagato attivamente inneggiando cori e facendo ondeggiare le braccia, ma l’apice l’ottengono con la finale Beyond The Matrix, facendo saltare l’intero Alcatraz durante il ritornello ormai divenuto d’obbligo. Inutile dire che Simone e compagni, hanno fatto emozionare la moltitudine di fans come solo loro sanno fare, con un’esibizione di altissimo livello sotto ogni aspetto curato nel dettaglio, rivelandosi sempre una garanzia difendendo con onore la loro posizione sulla scena, accompagnati da molteplici urla ed applausi possono lasciare il palco vittoriosi ai secondi co-headliner.
SETLIST:
Intro
Apparition
Cross the Divide
Martyr of the Free Word
Eye of the Storm
Unleashed
Never Enough
Sirens – Of Blood and Water (with Charlotte Wessels)
Tides of Time (piano version)
The Grand Saga of Existence – A new Age Dawns Part IX
Cry for the Moon
Fight to Survive – The Overview Effect
The Last Crusade
Beyond The Matrix
LINEUP:
Simone Simons – vocals
Mark Jansen – guitar
Isaac Delahaye – guitar
Rob Van Der Loo – bass
Coen Janssen – keyboards
AriënVan Weesenbeek – drums
AMARANTHE
Signore e signori siamo giunti all’ultima band della serata, la tensione cresce mentre la crew prepara il palco per i tanto attesi AMARANTHE, comunque non posso fare a meno di notare che parecchia gente lascia le prime file, non penso assolutamente che ci siano rivalità ne tra le band ne tra i fans, ma sicuramente le preferenze sono evidenti. Detto questo l‘esercito amaranthiano è in febbricitante attesa, quando cala il buio e parte l’intro si sollevano urla, entra il batterista che incita ulteriormente, seguito dal chitarrista e il bassista che attaccano con Fearless, al ché arrivano le tre voci che trasformano le urla in un boato, l’atmosfera si riscalda nuovamente.
La coreografia è incentrata sull’ultimo settimo disco The Catalyst, monumentale con telone scenografico, colonne di fumo e una pedana centrale per i cantanti, tutto è ben sistemato e la band riempie il palco alla grande, con dinamicità si scambiano di posizione, mantenendo sempre costante il contatto generale. Dall’ultimo disco oltre alla title track eseguono solo Damnation Flame e Re-Vision, danno invece molto spazio al precedente Manifest suonando Viral, Strong, Boom!1 e altre, ovviamente non mancano i classici come Digital World, Maximize, PvP e The Nexus, inoltre regalano in anteprima il singolo inedito Chaos Theory. Un set ricco del quale i fans si abbuffano avidamente, cantando a gran voce i ritornelli orecchiabili, il loro l’entusiasmo è alimentato sia dalla loro potenza sonora che scenica, gli unici momenti tranquilli si hanno durante le dolci Crystalline ed Amaranthine, quest’ultima introdotta da Olof alla tastiera in accompagnamento alla delicata voce di Elyze.
Nel corso dell’esibizione si espandono ritmiche incalzanti con sferzate di assoli, linee di basso ben marcate e l’aggiunta di parti techno e synth-pop, i nostri generano una miscela di heavy-power-pop moderno, dove s’intrecciano oltre alla voce di Elyze anche quella pulita di Nils e il growl di Mikael, quest’ultimo dà il meglio di sé durante Boom!1. Con Call Out My Name gli svedesi terminano la prima parte dello show, dopo una breve pausa rientrano in scena lanciando una sfida, ovvero fare l’urlo più rumoroso e prolungato di tutto il tour, detto fatto e Nils decreta vincitore il pubblico italiano, dopodiché proseguono con le ultime tre canzoni.
Con la tripletta Archangel, That Song e Drop Dead Cynical, gli AMARANTHE terminano uno show grandioso, mandando in delirio ogni singolo fan dalla prima all’ultima nota, una pioggia di urla, cori ed applausi, li accompagna mentre salutano e ringraziano di cuore, e, tutti noi ringraziamo la MC2 Live per aver organizzato questo fantastico evento. Alla prossima!
SETLIST:
Fearless
Viral
Digital WorldD
amnation Flame
Maximize
Strong
PvP
Crystalline
Boom!1
The Catalyst
Re-Vision
Chaos Theory (inedito)
Amaranthine
The Nexus
Call Out My Name
Encore:
Archangel
That Song
Drop Dead Cynical
LINEUP:
Elize Ryd – vocals
Nils Molin – clean vocals
Mikael Sehlin – growl
Olof Mörck – guitar/ketboard
Johan Andreassen – bass
Morten Løwe Sørensen – drums





