The Paper Kites

If You Go There, I Hope You Find It

C’è un tipo di “ritorno a casa” che non ha nulla di trionfalistico, è il rientro lento, quasi in punta di piedi, quando hai bisogno di rimettere a fuoco ciò che ti tiene in piedi.

Questo nuovo “ If You Go There, I Hope You Find It” nasce esattamente in quel punto emotive, un disco che cerca quiete, radici, aria buona e soprattutto, una forma di comfort non zuccherosa, ma guadagnata.Non a caso la band lo ha raccontato come una “coming home” sia letterale che simbolica e la scrittura dei 10 brani è avvenuta in una sala prove di una fattoria nei pressi di Melbourne.La frase “If You Go There, I Hope You Find It” non è un verso “da studio”, secondo Americana UK fu scritta da Christina Lacy su un finestrino appannato di un bus, una mattina, diventando poi una specie di mission statement, augurio, distanza, devozione, e quel tipo di speranza che non pretende di controllare l’esito.

Il disco è davvero molto bello e già da primo ascolto ho nella testa scolpito il ritornello della bellissima “Every Town”,a mio aviso uno dei brani più belli dell’intero Lavoro.Quasi alla fine del disco troviamo una bellissima ballad acustica “Deep”che sembra voler mettere un freno alla dinamicità dell’album.Piccolo particolare per gli amanti dei dettagli musicali,la traccia “when the lavender blooms” è stata registrata ai Sing Sing Studios di Melbourne e mixata da Jon Low, un’ode gentile a guarigione e rinnovamento emotivo.

Il disco ha il coraggio della misura, 40 minuti, niente riempitivi evidenti, un’identità sonora solida e riconoscibile (armonizzazioni, chitarre carezzevoli, malinconia luminosa). È anche un disco che si inserisce con coerenza nella narrazione recente del gruppo, cinque membri di nuovo al centro, scrittura raccolta, e una produzione che privilegia presenza e dettaglio.Posso tranquillamente affermare che questo è un disco di consolazione adulta, non promette miracoli, ma offre un posto dove sedersi, respirare e rimettere insieme i pezzi.

Un album “di clima” più che di momenti, da ascoltare intero, possibilmente quando fuori c’è rumore e dentro serve silenzio.

Lubranomic

TRACKLIST:

Midnight Moon
Till The Flame Turns Blue
Black & Thunder
Marietta
Rolling On Easy
HurtsSo Good
Good Nights Gone
Burn The Night Away
June’s Stolen Car
Maria, It’s Time
Green Valleys
The Sweet Sound Of You
I Don’t Want To Go that Way
Pocket Full Of Rain
Mercy
Darkness At My Door

LINEUP:

Sam Bentley – lead vocals, guitar, keyboards
Christina Lacy – guitar, keyboards, backing vocals
Josh Bentley – drums, percussion
David Powys – guitars, banjo, lap steel, backing vocals
Sam Rasmussen – bass guitar, synthesizers

Nettwerk Music Group
https://www.facebook.com/thepaperkitesband/
https://www.thepaperkites.com.au/
https://open.spotify.com/intl-it/artist/79hrYiudVcFyyxyJW0ipTy