Alter Bridge
Alter Bridge
Con l’album omonomo pubblicato oggi,9 gennaio 2026, gli Alter Bridge sigillano un nuovo, importante capitolo della loro carriera durata oltre vent’anni.
“Alter Bridge” è l’ottavo studio album della band americana composta da Myles Kennedy (voce/chitarre), Mark Tremonti (chitarre/voce), Brian Marshall (basso) e Scott Phillips (batteria).Questo lavoro arriva a tre anni da “Pawns & Kings” e rappresenta un progetto autentico, corale e intensamente rifinito, in cui la band sembra aver messo a fuoco con nettezza la propria identità Sonora.Le sonorità hanno una sintesi potente tra hard rock granitico, timbri melodici ammalianti e dinamiche post-grunge che da sempre contraddistinguono il loro registro.Prodotto dal fidato Michael “Elvis” Baskette e registrato tra il leggendario 5150 Studios di Los Angeles e lo studio di Baskette in Florida, “Alter Bridge” beneficia di una produzione cristallina, potente e stratificata. Le chitarre di Tremonti e Kennedy emergono con un tono incisivo, corposo, ricco di sfumature dinamicamente Modern/Grunge, mentre la ritmica di Marshall e Phillips costruisce una base solida capace di spingere sia episodi più diretti che momenti atmosferici e meditativi.
L’apertura del disco è affidata a “Silent Divide” ,composizione immediatamente rappresentativa del nuovo corso con riff robusti, ritmo implacabile e una tensione progressiva che introduce la dualità melodica/energia che forgerà l’intero lavoro.Tra i brani più immediati troviamo la sognante “Rue the day” che combina versi serrati a un ritornello ampio e partecipativo, mostrando la capacità della band di scrivere canzoni che restano impresse dopo pochi ascolti.Uno dei momenti salienti dell’album è sicuramente “Trust in me”, brano in cui Myles Kennedy e Mark Tremonti si dividono con eleganza le parti vocali: Myles affronta le strofe e Tremonti prende il comando nel ritornello, creando una dinamica vocale interessante e bilanciata.Una delle tracce perfette per i prossimi live sarà sicuramente “Hang by a Thread”, costruita su un ritmo incalzante e un ritornello che richiama gli inni più amati della band.
Chiusura epica e monumentale di questo grande album è affidata a “Slave to Master” , la traccia più lunga mai registrata dagli Alter Bridge, un viaggio sonoro di oltre nove minuti che fonde elementi metal, progressivi e melodie commoventi, siglando un finale potente e riflessivo.“Alter Bridge” è una delle uscite più solide e ispirate della band in oltre vent’anni di carriera,caratterizzato da una tracklist che spaziano dall’ hard-rock più diretto alla riflessione Metal-prog, passando per momenti epici e introspezioni drammatiche, l’album mostra una maturità artistica rara.
Questo è un gruppo che non si ripete, ma evolve consapevolmente e continuamente, un opera che soddisfa i fan storici, conquista nuovi ascoltatori e consolida gli Alter Bridge come una realtà centrale nell’hard rock moderno…una consacrazione caratterizzata da un evoluzione sonora, epicità e personalità che resiste da oltre vent’anni.
Lubranomic





