Hell in the Club
Joker in the Pack
Con “Joker in the Pack” gli Hell in the Club mettono a segno uno dei capitoli più rappresentativi della loro discografia, un album che cristallizza l’identità della band italiana come portabandiera di un hard rock moderno ma profondamente radicato nella tradizione.
Qui convivono senza frizioni glam metal, sleaze, hard rock stradaiolo e un’attitudine da club che guarda agli anni ’80 senza mai scadere nella mera nostalgia.Il titolo del disco è abbastanza emblematico, “il jolly nel mazzo”, è l’elemento imprevedibile, l’energia che spariglia le carte.Ed è proprio questa la forza del disco: suonare diretto, con divertimento e in maniera aggressiva, ma con una scrittura consapevole e una produzione curata.Il mix privilegia l’impatto immediato senza sacrificare i dettagli,l’album funziona sia su impianti potenti che in cuffia, mantenendo energia e definizione.Il cantato si inserisce perfettamente in un contesto che punta tanto sul coinvolgimento emotivo quanto sull’impatto immediato.Non c’è mai una forzatura ,ogni interpretazione è funzionale al brano e al suo carattere.
La title track “Joker in the Pack”, è un manifesto sonoro,il riff portante è molto incisivo,il ritmo trascinante e un ritornello che resta in testa fin dal primo ascolto.È la fotografia perfetta dell’album, energico, diretto, senza fronzoli.La festosa “We Are on Fire” è uno degli episodi più esplosivi del disco,qui la band spinge sull’acceleratore con un hard rock veloce e compatto, pensato chiaramente per il palco.Un inno da cantare a pugno alzato, un brano che vive di ritmo e sudore, con una costruzione semplice ma estremamente efficace.Tra le mie tracce preferite spicca “Dancing with the Lights”,il momento più melodico, dove emerge la capacità degli Hell in the Club di scrivere ritornelli memorabili senza ammorbidire eccessivamente il sound.
Uno degli aspetti più convincenti di “Joker in the Pack” è la coerenza stilistica.Ogni brano ha una propria identità, ma tutti contribuiscono a costruire un album compatto, senza riempitivi evidenti.La band dimostra di conoscere bene il linguaggio dell’hard rock classico e di saperlo reinterpretare con freschezza, puntando su canzoni vere, non su esercizi di stile.Questo è disco onesto, potente e divertente, che conferma gli Hell in the Club come una delle realtà più solide dell’hard rock italiano contemporaneo.È un album che non pretende di reinventare il genere, ma lo suona con cuore, mestiere e personalità, qualità sempre più rare.
Un lavoro che funziona in studio, ma che trova la sua dimensione naturale sul palco, dove queste canzoni sono destinate a esplodere…Street hard rock, attitudine glam e canzoni che mordono
Lubranomic





