Diespnea
Radici
Il disco “Radici”, la cui pubblicazione è prevista per il 13 febbraio 2026 tramite l’etichetta Code666, rappresenta il secondo lavoro in studio del duo italiano Diespnea. Questa nuova fatica discografica si distingue immediatamente per la volontà di distaccarsi dai cliché del black metal di stampo nordico. Invece di evocare atmosfere fredde e cupe, “Radici” si immerge in un “Sud immaginario”, dove il calore, l’aridità e la polvere dominano il paesaggio sonoro, offrendo un’esperienza ruvida e abbagliante.Un esempio lampante di questa filosofia si trova nel brano Mescalynia, il cui riff rimanda immediatamente a Pumpkin And Honey Bunny/Misirlou della celebre colonna sonora di Pulp Fiction. La band mira a superare i limiti imposti dal genere, scegliendo una narrazione personale ed esplorando territori musicali d’avanguardia. L’approccio sperimentale e la ricerca di un’identità autentica portano Diespnea a distinguersi all’interno della scena.
Le canzoni, come il primo singolo “Maskharah”, riflettono una costante ricerca artistica che fonde asprezza sonora e suggestioni radicate nel territorio mediterraneo. L’album si presenta come un’opera di avant-garde black metal che rompe con i tradizionali canoni del genere, abbracciando sonorità inedite ed evolvendo rispetto al debutto “Pneuma” (2020). Le composizioni virano verso una dimensione più estrema e personale, grazie anche all’apporto creativo dei membri Wolke e Anxitudo, che si spingono oltre le definizioni di stile e citano tra le ispirazioni realtà pionieristiche come Dødheimsgard e Manes.
Il suono di “Radici” si distingue per la sua potenza, ritmicità e oscurità, impreziosito da elementi sperimentali, effetti sonori vari e continui cambi di ritmo. La produzione, interamente curata dalla band, fonde con maestria registrazioni analogiche e tecniche digitali non convenzionali, restituendo un risultato autentico e imprevedibile. Particolare attenzione viene riservata ai diversi stili vocali, che contribuiscono a donare una forte enfasi drammatica alle composizioni.
Alla luce di queste premesse, Radici si prefigura come una delle uscite più significative dell’anno che sta per cominciare, capace di ridefinire i confini dell’avant-garde black metal italiano attraverso un approccio personale, sperimentale e profondamente radicato nell’immaginario mediterraneo.
Stefano Bonelli




