Thorondir
Wachter Des Waldes
I tedeschi Thorondir sono tornati con un nuovo album, uscito il 10 ottobre via Trollzon Records. Il loro quarto album in studio in 18 anni di carriera, “Wächter des Waldes” esce dopo una pausa di sei anni, offrendo agli ascoltatori quasi un’ora di black/pagan metal tale da sembrare brutale e atmosferico allo stesso tempo.
Musicalmente parlando le 11 tracce che compongono “Wächter des Waldes” hanno una batteria molto fragorosa, riff di chitarra ricchi ed epici che creano paesaggi sonori che riflettono temi mistici della foresta. Ciò si può notare dai brani di apertura “In der Tiefe des Waldes” e “Drudenfluch”, nei quali si sviluppano atmosfere oscure e striscianti ad assalti intensi e tempestosi con percussioni marziali e urla penetranti. In canzoni come “Der Wild Jäger” e “Blut und Ruhm”, invece, viene introdotta un’atmosfera più varia, con momenti energici, quasi celebrativi, mescolati a elementi acustici, aggiungendo diversità senza perdere il peso complessivo dell’album. L’album brilla nella sua esecuzione dinamica, con canzoni come “Bruder Hain” che fondono stati d’animo profondi, quasi sacri, con riff aggressivi e una potente interpretazione vocale.
Tastiere suggestive e assoli di chitarra aggiungono strati mistici, migliorando la narrazione e l’immersione. Una canzone che mi ha particolarmente colpita è “Perchtas Schatten”, letteralmente “L’ombra di Perchta”, nella quale si parla di Frau Perchta, una figura del folklore alpino, considerata una dea pre-cristiana legata alle stagioni invernali e alle feste tra il Natale e l‘Epifania. Il suo nome significa “la Splendente” e può apparire come una figura luminosa e bella, o come una strega anziana e spaventosa. In molte leggende, punisce le persone negligenti e disordinate, specialmente quelle che non completano i lavori domestici o la filatura, infliggendo loro terribili punizioni. La band tenta di mettere in guardia l’ascoltatore proprio della seconda versione, come si evince dal testo. L’ultima strofa infatti recita
“So wandle weise, Mensch in Acht / In jeder stillen Winternacht /Denn Perchtas Auge sieht und straft /Ihr Urteil spricht, die Welt erstarrt” [trad. “Sii saggio, uomo in guardia / In ogni tranquilla notte d’inverno / Perché l’occhio di Perchta vede e punisce / Il suo giudizio parla, il mondo s’indurisce”].
In conclusione, “Wächter des Waldes” è un viaggio intenso e ben realizzato attraverso territori pagan metal, bilanciando l’energia grezza con passaggi melodici ed epici. Si tratta di un disco solido per gli appassionati del genere, che offre sufficiente varietà e forza per coinvolgere e intrattenere gli ascoltatori. La qualità della produzione e le prestazioni suggeriscono inoltre che il materiale avrebbe un forte impatto in contesti dal vivo. Gli appassionati del black melodico e del pagan metal dei primi anni 2000 troveranno probabilmente molto da apprezzare in questo disco, che lo rende un’uscita encomiabile dei Thorondir dopo la loro pausa.
Chiara Coppola





